resistenti 2 la vendetta

Il mondo è stato invaso dagli alieni, ma gli umani si stanno organizzando...Custodi e Resistenti si sono finalmente alleati! Gli alieni rettiloidi non prevarranno! Se siete Custodi,Resistenti o Risvegliati potete chiedere di scrivere su questo blog collettivo. Tutti possono commentare.
01/11/2009

notte di samahin

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20/07/2009

Recensione del mio libro...

Ho spedito il mio libro all'amico Alfredo Cosco, che potete trovare su fb, e lui mi ha mandato una recensione che mi è piaciuta molto, a tratti anche imbarazzante per i complimenti che mi fa...ma poichè non mi capita spesso di ricevere complimenti sentiti e non interessati, lo pubblico volentieri,ringraziandolo.
Se qualche lettore del mio libro, volesse aggiungere un suo commento, recensione, anche negativa, può liberamente farlo, gliene sarò grato.
Chiunque fosse interessato a leggerlo può richiedermelo e glielo manderò in cambio delle spese di stampa e spedizione .


"C'è un personaggio straordinario, che si aggira per le vie della
città.
E' un uomo minuto, con la barba, il sorriso stampato sulle labbra e
due occhi
vivaci che quasi scompaiono sotto un cappello andino.
E' uno che non soffre la solitudine, capace di correre, come Forrest
Gump, per
chilometri e chilometri, senza stancarsi.
Questa è la storia di Falco nel Vento, un contadino, un muratore, un
conoscitore
delle erbe e della montagna, insomma uno che sa arrangiarsi.. uno che
il
17 novembre 2002 ha iniziato a correre."
Francesco Paolillo (dall'introduzione del libro di Falco nel Vento)


Falco nel Vento è il nome indiano del nostro Alberto Cantoni. Il nome
che il Percorso Sacro gli ha dato, forse il nome che egli avverte come
più "suo". Essendo un nome di "elezione", di riconoscimento, di
"iniziazione".Un nome Sacro.. e neanche ce le metto le virgolette
stavolta.
Ho avuto il privilegio di ricevere da Alberto il suo libro. Un libro
contenuto nelle pagine, ma gigantesco nell'anima, nell'energia che lo
anima. "Falco nel vento corre!" è il titolo, ma non credo si trovi in
libreria. Dovrete rivolgervi a lui se lo volete leggere.
Il 17 novembre Alberto.. Falco nel Vento.. inizia il suo Viaggio per
l'Italia. Un viaggio incredibile,
una sfida ai limiti di se stesso, una avventura da grande cinema, ma
tremendamente reale. Qualcosa che ha in sé la resistenza della
campagna, e l'odore della leggenda. Allo stesso tempo una strada che
sorride, come l'umore del personaggio che sembra sempre riuscire a
trovare il meglio delle cose, ma anche i dolori e i crampi, e la
resistenza di cui è capace solo chi è abituato ad andare oltre i
propri limiti.
Percorrerà tutta l'Italia a piedi, marciando e correndo, da Bolzano
fino a Palermo. E riuscirà a farlo in poco più di tre mesi. Questo
vuol dire arrivare a correre anche 60 km alcuni giorni.
La guerra in Irak era alle porte. Si preparava più di un decennio di
violenze e tensioni. Quella guerra che stava giungendo era quasi il
simbolo di qualcos'altro. Falco fu tra quelle rare specie di uomini
che non si accontentano dei classici percorsi, che seguono la strada
tracciata delle contestazioni "concentite", "standard" e
"compatibili". Fu di quei pochi che vanno oltre, che decidono di
spendersi, di dare molto di più di quello che ci si aspetterebbe. In
una parola, fu tra i pochi uomini dotati di una Generosità intensa
fino a farli osare.. a dare tutto se stessi, almeno per un periodo,
per una causa.
C'è qualcosa di romantico in tutto questo, qualcosa da grande romanzo
o da film "idealista" del cinema americano pre anni '80 (La parola ai
giurati.. Serpico.. Piccolo Grande Uomo). Un uomo a piedi per
l'Italia. Un viaggio che portandolo fino in Sicilia, lo porterà ancora
più profondamente dentro se stesso. Un viaggio che è una protesta
contro una guerra prossima (che poi verrà) ma che la trascende anche,
in una sorta di chiamata al risveglio, di intensa voglia di entrare in
contatto con uomini e con donne, di riscoprirsi e reinventarsi.
Un viaggio che ti illumina con incontri splendidi, che hai tu stesso
davanti agli occhi mentre li leggi. E ci stupiamo a vedere che certe
persone esistono ancora. Capaci di una ospitalità unica, costruttori
di mille progetti, o magari solo dei Don Chisciotte fuori tempo. Fatto
sta che il viaggio di Alberto è benefico anche perché smentisce il
mito del cinismo imperante. Il mito che ci vede sempre più prigionieri
di una inesorabile desolazione e indifferenza. Ci sono ancora persone
"accese", gente capace di una ospitalità incredibile, donne
vulcaniche, famiglie gandhiane, preti-pellerossa, comunità,
costruttori di speranze. Falco ne incontrerà tante. Sì, in Italia,
dove sembra ci sia solo una lotta tra cadaveri. Falco non dormirà
quasi mai all'aperto. Troverà quasi sempre ospitalità.
Il suo libro è la storia di questo Viaggio. Ma.. non solo. Perché il
libro contiene anche altro.
E se tutto il testo è intriso di Visione.. li altri contributi che
seguono al diario di viaggio ne ribollono. Uno è un racconto di genere
fantascientifico-apocalittico-simbolico, "Memorie di Nyo", e poi
racconti e testimonianze di persone che hanno sperimentato la Ricerca
della Visione sotto la guida di Falco e ne sono "riemerse"
profondamente cambiate e rinnovate.
Voglio fare alcune citazioni.
Innanzitutto dal primo testo, il diario, cioè, del suo viaggio.
In un momento in cui avvertiva l'ostilità e l'indifferenza degli
abitanti di Verona, Falco scrive:
"Molte persone sono talmente preoccupate dal futuro ed insoddisfatte
dal presente, che preferiscono anestetizzarsi in qualche modo...
preferiscono non pensare, non sapere, non vogliono vedere! Si
rinchiudono in se stesse, nelle proprie abitudini e nei pregiudizi di
sempre... Odiano le novità e i cambiamenti, specialmente quelli che
richiedono delle scelte, delle responsabilità, degli sforzi, dei
rischi!"


In questo passaggio invece parla delle emozioni del correre:
"... anche perché non sempre so dove mi fermerò, dove riuscirò ad
arrivare, essendoci nel correre a piedi un alto grado di
imprevedibilità!
Forse anche questo mi piace nella mia corsa, la possibilità di farmi
coinvolgere dalle circostanze, dalle intuizioni, dai segni dello
Spirito, la possibilità di mettere alla prova i miei limiti, di
superare con coraggio le difficoltà impreviste..."


Dinanzi al meraviglioso mare di Sapri:
"Riparto, ammirando un mare splendido che assume tutti i colori
dell'arcobaleno, dal rosso arancio delle rocce, al blu oltremare,
passando per il turchese e il verde malachite, con l'acqua
spumeggiante che si infrange rumorosamente sulle pareti a strapiombo e
un cielo terso che si perde nell'infinito, uno splendido sole caldo
che desideravo vedere da almeno due mesi!"


E qui c'è un momento di indimenticabile umanità, di accoglienza e di
generosità che mi ha toccato intensamente, perché mi ha fatto venire
alla mente esperienze accadutemi sulla Via di Santiago:
"Per strada una coppia di vecchietti arzilli, si ferma con la macchina
poco davanti a me e lui mi fa cenno di avvicinarmi, che mi vuole dare
qualcosa... dice che la moglie mi vuole regalare un elefantino di
legno, come portafortuna e senza farsi vedere, mi mette in mano dei
soldi.. e poi mi abbraccia"! Mi ringrazia per quello che sto facendo!"


E potrei continuare a lungo con altre citazioni del viaggio. Ma queste
bastano.. giusto per darvi una idea, dei momenti cristallizzati nelle
pagine del suo diario.


Poi vi è il racconto, degno della migliore tradizione fantasy,
"Memorie di Nyo", scritto alla fine del viaggio, dopo essere tornato a
casa e averla trovata ferocemente devastata da qualcuno che non aveva
tanto gradito la sua iniziativa. Questo racconto getta gli occhi in un
futuro da incubo ma per parlare all'anima del nostro tempo. Visioni
dell'anima di Falco si uniscono con profezie e fantasia dando luogo a
un testo che difficilmente si dimentica. E' un opera che parla di un
duro e radicale cammino di lotta contro l'Ombra e di rigenerazione di
se stessi e della Terra. Non vi descriverò chiaramente la trama, per
rispetto all'impegno di Alberto, lascio che essa si dipani chiaramente
a chi avrà la pazienza di leggere il suo libro.
Ma voglio citarvi solo alcuni passaggi, giusto per darvi bagliori
dell'atmosfera che lo anima:


"Il mio nome è Nyo, sono un Risvegliato... gli Antichi mi hanno
strappato dal Tunnel in cui ero caduto...
Non so perché lo abbiano fatto... perché proprio io!
Vivo nel decimo anno del mio risveglio, pianeta Terra...
Sono un Custode degli antichi semi,
forse l'ultimo dei Resistenti!


(...)


Eravamo la razza dei Custodi e non avevamo bisogno di leggi o
poliziotti,
la nostra vita era una danza ritmata dal cuore della Grande Madre...
Poi arrivarono Loro... i Dominatori! Trovarono la strada per entrare
nella nostra dimensione.
Figli di un mondo ormai morto da millenni e maledetti da ogni creatura
che hanno incontrato...Esseri senza corpo che bramavano ancora la
vita!
Spiriti guerrieri, amanti dell'inganno e del Pìotere!


(...)


"La Razza dei Dominatori qui ebbe presto il potere!
Il loro unico interesse era la guerra e il potere che essa conferiva!
Venivano da altri pianeti, distrutti uno dopo l'altro...erano esseri
sradicati che odiavano le cose naturali...
Vedevano nella Terra e nei suoi abitani, solo materia prima da
trasformare!
Amavano circondarsi di cose artificiali, senza vita e senza spirito..
Godevano nel distruggere, trasformare, accumulare, rubavano l'anima a
tutto ciò che avevano intorno...vivere per loro era la ricerca del
Potere sulle cose e sulle persone...
Il potere era cercato solo per interessi personali! Amare era
possedere!
Gli uomini erano totalmente asserviti ai loro scopi!
Solo pochi erano stati veramente posseduti da quei demoni, ma la
maggior parte aveva perso l'anima ed era completamente dipendente dai
Dominatori, affascinati dal loro potere e incapaci di ricordare la Via
Sacra! Erano il popolo dei Dormienti, privi di sentimenti e pensieri
autonomi... difficilmente potevano essere risvegliati!
Naturalmente vi erano anche dei ribelli... I Resistenti, che, pu non
ricordando le antiche Cerimonie, provavano però un istintivo orrore
per i dominatori e cercavano di combatterli... Pochissimi i Custodi,
costretti a praticare nell'ombra, nascondendosi dagli Uomini"


E state certi amici miei che questo racconto non vi molla più fino
alla fine. Falco ama dire che lui non è granché con la scrittura. Ma
io la penso come Quentin Tarantino quando dice grossomodo questo:
"quando esco dal cinema non mi domando se era un film d'autore o
commerciale, non mi metto a fare valutazioni astratte o a richiamarmi
a chissà quali principi.. semplicemente.. vedo le reazioni che sono in
me.. se continuo a pensare al film anche dopo, a rivedere le scene, a
emozionarmi ancora, a farmici ritornare di nuovo e di nuovo ad esso
con la mente, vuol dire che per me è un grande film.. se no, no.." E
allora per me la storia che Alberto racconta è una grande storia,
perché non la digerisci appena finita la lettura, ma ritorna a
trovarti, anche dopo... ti resta dentro.


Il libro di Falco si conclude con testimonianze di persone che egli ha
addestrato e guidato per potere sperimentare il potentissimo rito
della Ricerca della Visione.
Farò solo una citazione adesso, e non di quando si parla della Ricerca
della Visione vera e propria, ma che concerne una sorta di "trainer"
propedeutico ad essa. Mi ha molto colpito la capacità di Falco di
insegnare a superare i propri limiti:
"Affrontare le proprie paure ed i propri limiti è per lui un esercizio
giornaliero.
Così un giorno mi fece camminare scalzo, al buio totale, in un terreno
ghiacciato, pieno di pietre affilate, per superare il mio limite del
dolore... <<Non concentrarti sul dolore, ma sulla tua capacità di
controllarlo>> continuava a dirmi; un altro giorno mi invitò a
camminare su di un cornicione di roccia largo più o meno 5 centimetri
ed a strapiombo su di un dirupo di 15-20 metri, per vincere la paura
del vuoto ed aumentare la mia fiducia..."
E le prove continuano.. fino a quando la persona è considerata pronta
per affrontare la Ricerca della Visione...


Un libro ricco dell'anima di un Uomo, che ha percorso in questa vita
un sentiero Altro.. un Uomo dotato di grande umiltà, saggezza e
coraggio.
Sicuramente una persona preziosa per chiunque lo incontrerà.
E' stato un onore avere in dono il suo libro, poterlo leggere e
poterlo commentare.






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27/06/2009

Da un commento trovato sul blog di grillo...

Le dichiarazioni deliranti del maiale di Arcore, che invitano a chiudere la bocca a chi diffonde notizie "catastrofiste" e "tendeziose" sullo stato di salute dell'economia, mi ricordano qualcosa del passato:

Leggi sul controllo della stampa:

-10 luglio 1924: decreto legislativo, che riprende il decreto legge del 15/07/23, in cui si dà il potere ai prefetti di procedere al sequestro dei giornali che diffondono notizie dannose per il governo.

-24 dicembre 1925 n° 2300:
Allontanamento del servizio di tutti i funzionari pubblici che rifiutano di prestare giuramento di fedeltà al regime.


-31 dicembre 1925: la legge sulla stampa prevede la creazione dell'ordine dei giornalisti e l'isituzione di un direttore responsabile, ai quali viene rilasciato dal prefetto, e quindi dal governo, un certificato di buona condotta politica.

-legge 25 novembre 1926 n° 2008:

art. 3: l’istigazione all’attentato, a mezzo stampa, diventa un reato specifico punito con la reclusione da 15 a 30 anni;

art. 5: la diffusione all’estero di “voci o notizie false, esagerate o tendenziose sulle condizioni interne dello Stato” tali da nuocere al prestigio statale o agli interessi nazionali, comporta la reclusione da 5 a 15 anni, accompagnata dall’interdizione permanente dei pubblici uffici, dalla perdita immediata della cittadinanza italiana e dalla confisca dei beni;

Alessio A. Commentatore certificato 26.06.09 21:19| 
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09/04/2009

sempre da Bifo.. (mi piace;-) )

1. NON UNA CRISI, MA IL COLLASSO
Economisti e politici la chiamano crisi e sperano che si evolva come
le molte crisi che hanno scosso l’economia durante il secolo passato e
che sono finite rafforzando il capitalismo. Ma io penso che questa
volta sia diverso. Questa non è una crisi, ma il collasso finale di un
sistema che è durato cinquecento anni.


Guardiamo il panorama: le grandi potenze del mondo stanno cercando di
salvare le istituzioni finanziarie, ma il collasso finanziario ha già
colpito il sistema industriale, la domanda sta precipitando, milioni
di posti di lavoro scompaiono. Per salvare le banche, lo stato è
costretto a prender soldi dai contribuenti di domani, e questo
significa che nei prossimi anni la domanda è destinata a cadere
ulteriormente.
In un articolo pubblicato sull’International Herald Tribune, scrive
David Brooks:

“Temo che stiamo operando in condizioni che sono molto al di là della
nostra conoscenza economica.”

Qui sta il punto: la complessità dell’economia globale è di gran lunga
al di là della capacità di conoscenza di cui dispone l’economia come
scienza e come tecnica.

E la forma di conoscenza che si è definita come
economica nell'epoca moderna non è in grado di cogliere la complessità
di una produzione che ha coinvolta l'anima, il linguaggio, l'affetto.


Fin quando rimane incapace di autonomia dai criteri dell’economia, la
politica non può aver più ogni controllo sulle dinamiche sociali che
il crollo finanziario del 2008 ha messo in moto.
Presentando il piano economico di Obama, il 10 febbraio 2009, il
segretario del Tesoro Timothy Geithner ha detto: “ Voglio essere
sincero. Questa strategia costerà danaro, comporterà rischio e
richiederà tempo. Dovremo adattarla man mano che le condizioni
cambiano. Dovremo fare cose che non abbiamo tentato di fare in
precedenza. Faremo errori. Passeremo periodi in cui le cose vanno
peggio e il progresso è improbabile o interrotto.”

Queste parole testimoniano l’onestà intellettuale di Geithner,
(pensate che differenza rispetto alla tracotanza intellettuale del
clan bushista. Ma al tempo stesso dimostrano un crollo della fiducia
negli strumenti di comprensione della politica e dell'economia.
La conoscenza politica che abbiamo ereditato dalla filosofia
razionalistica dell’epoca moderna è oggi inutilizzabile.  I problemi
posti dalla depressione non possono essere risolti  con
l’adattamento e la razionalizzazione dell’Economia. Il paradigma
capitalista non può essere più la regola universale dell’attività
umana.
La storia del capitalismo moderno è finita.
E allora?


2  ECONOMIA CRIMINALE
Sguardo retrospettivo alla crescita e al declino dell’economia
neoliberale, che proclamava la legge del più forte. Vediamo due
aspetti, nell’economia post-moderna degli ultimi trent’anni: uno è
quella della Net economy, l’altro quello del capitalismo criminale.

L’economia di rete è basata sulla collaborazione e la condivisione,
sulla creazione di nuovi metodi di gestione dell'attività sociale.
L’economia di rete sfida il principio proprietario che ha dominato la
società capitalista moderna.

Per riaffermare e re-imporre il ruolo
proprietario, il capitalismo ha allora abbandonato ogni regola legale
nel perseguimento del profitto, ha usato la guerra come forma suprema
della competizione. Questa politica ha portato l’economia globale nel
casino attuale, ma i criminali sono ancora al potere pur avendo
fallito nel governare la caotica realtà creata dalla deregulation.
Ma sullo sfondo cresce la potenza autonoma del general intellect
rispetto alla classe dirigente criminale che ha fatto bancarotta.
La vittoria di Obama può aprire un nuovo periodo nell’evoluzione
dell’umanità. Questo evento ha iniettato nuova speranza nell’esercito
pacifico del general intellect in tutto il mondo. Il nuovo presidente
è stato votato massicciamente dal lavoro cognitivo e la sua vittoria è
la sconfitta della classe criminale e del fanatismo rappresentati da
Cheney Bush. Ma questa vittoria segna solo l’inizio della lotta, che
sarà conflitto tra la forza intellettuale contro la brutale forza
dell’ignoranza, della violenza e del profitto.
Possiamo descrivere questa lotta tra intelligenza collettiva e
dogmatismo neoliberista nei vecchi termini della lotta di classe? Sì e
no.
Sì perché effettivamente il lavoro intellettuale in rete (che possiamo
chiamare cognitariato) è la principale forza produttiva di questo
tempo in termini di valorizzazione e in termini di utilità sociale.
No, perché la complessità del panorama sociale è cresciuta fino a un
punto che non può più ridursi allo’opposizione lineare di un fronte
sociale contro un altro.

La classe criminale è composta da avventurieri della finanza, managers
delle grandi corporationi e da una lunpen-bourgeoisie di tipo mafioso,
ma anche di vasti strati sociali della popolazione che sono incapaci
di far fronte alle conseguenze della crisi.
La dissociazione tra proprietà e gestione, la finanziarizzazione del
processo di accumulazione rendono impossibile la individuazione di una
controparte sociale. La proprietà è stata polverizzata, e la gestione
de-personalizzata.

La classe criminale ha preso il potere in due
mosse: prima la dichiarazione neoliberista del primato della
competizione su ogni regola etica o politica o legale. Seconda
l’occupazione del sistema di produzione della mente collettiva, il
media system.
Producendo le aspettative sociali e l’immaginazione collettiva, il
sistema mediatico ha espropriato la classe cognitiva produttiva e
soggiogato gli sfruttati agli incubi dei loro sfruttatori.
L’occupazione privata dello spazio sociale di comunicazione
(pubblicità, televisione) ha prodotto l’effetto distorto di
un’identificazione alienata. Gli sfruttati, lavoratori, consumatori
sono stati spinti a vedersi attraverso gli occhi dei proprietari del
Mediascape. La privatizzazione della vita, la distruzione della rete
sociale e di solidarietà e la privatizzazione del bisogno e del
consumo sono state mediaticamente organizzate.

La creazione di scarsità è la premessa
dell’accumulazione, ed è resa possibile dalla privatizzazione del
bisogno. Il bisogno non è un impulso naturale, ma il prodotto di
un’azione culturale che modella l’immaginazione sociale e la
sensibilità.
Negli anni ’90 la crescita della produzione in rete e la diffusione
della cibercultura libertaria avevano aperto la strada a un’alleanza
tra capitalismo finanziario e lavoro cognitivo. Sotto la bandiera
delle dotcom, giovani intellettuali e scienziati poterono trovare i
mezzi per creare la loro impresa e divenne possibile un processo di
redistribuzione del reddito. Ma questa alleanza fu rotta quando la
classe criminale prese il controllo della potenza tecnologica per
sottometterla alla guerra.

Negli anni ’90 l’esperienza delle dotcom era stata largamente
catturata dall’illusione neoliberista, ma nel primo decennio del nuovo
secolo il lavoro intellettuale è stato precarizzato, costretto ad
accettare qualsiasi condizione economica. La rottamazione del general
intellect è stata perseguita dalle forze della reazione neoliberista:
la conoscenza frammentata, il reddito ridotto, lo sfruttamento e lo
stress in aumento perenne.
Il crollo delle dotcom e 9/11 segnarono l’assoggettamento
dell’esperienza tecnologica alla guerra.
Ma la produzione di massa della paura, il fanatismo e l’ignoranza non
furono sufficienti per costringere gli occidentali ad accettare la
guerra. Questo consenso fu comprato attraverso un enorme
indebitamento.
I cittadini occidentali vennero invitati dal presidente Bush a uscir
di casa e fare shopping. Shopping contro il terrore e contro la
depressione psichica. Ma questo accesso massiccio al consumo è stato
finanziato da un indebitamento senza limiti. La popolazione
euroamericana è stata sistematicamente spinta a comprare montagne di
cose inutili, è stata intossicata mentalmente dalla pubblicità e
costretta a identificare la felicità con il consumo e il benessere con
il possesso.

La privatizzazione del bisogno e la riduzione del benessere
all’acquisizione ha distrutto ogni senso di dignità e di amore di sé.
Il tempo sociale di attenzione è stato occupato dal flusso di
info-lavoro e di pubblicità. Il linguaggio è stato assorbito dal
lavoro, e abbandonato dall’affetto. Amore, tenerezza, sesso, affetto e
cura degli altri sono stati trasformati in merce. Ogni persona è
divenuta proprietaria di molte carte di credito, trasformata in una
macchina per comprare, costretta a lavorare sempre di più per poter
pagare un debito crescente. Il debito è diventato la catena universale
e così si sono create le condizioni per il collasso generale. E alla
fine il collasso è arrivato.
Non ci sarà alcuna ripresa, la crescita non ritornerà, non solo perché
la gente non sarà più in grado di pagare per il debito accumulato
durante i tre decenni passati, ma anche perché le risorse fisiche del
pianeta sono prossime all’esaurimento, e le risorse nervose del
cervello sociale sono prossime a un crollo.
Che accadrà ora?


3. PROTESTA ETICA E GUERRA
Alla fine degli anni ’90, quando il processo di globalizzazione
sembrava inarrestabile, il suo potenziale di devastazione ben nascosto
nelle parole dei guru neoliberisti, e quando la filosofia della
privatizzazione non si poteva criticare, un movimento di protesta
etica emerse dalle fila del lavoro cognitivo. Alla fine del secolo
capitalista, nell’estremo occidente dell’occidente, a Seattle,
centomila persone si incontrarono e marciarono per fermare il summit
WTO e per protestare contro gli effetti dello sfruttamento globale.
Era il principio dell’epoca della Dimostrazione Etica. Da Seattle a
Genova, da Praga a Bologna a Cancun folle di lavoratori precari e
cognitivi marciavano insieme. Erano la coscienza etica del mondo, e
naturalmente vennero aggrediti dalla polizia per istigazione della
classe criminale.
Alcuni vennero uccisi, molti arrestati, perché stavano dicendo la
verità. Essi cercavano di avvertire il popolo della terra che un
grande pericolo era in vista. Ora sappiamo che avevano ragione. I
dimostranti noglobal stavano avvertendo della catastrofe imminente, e
adesso la catastrofe è arrivata.
I dimostranti etici furono sconfitti, dopo la marcia mondiale contro
la guerra del 15 febbraio del 2003. Centomilioni di persone marciarono
quel giorno contro la guerra in Iraq. Bush rispose che non aveva
bisogno di consigli e cominciò la guerra.
La classe criminale dell’ignoranza vinse contro il movimento
dell’intelletto generale.
Ecco perché adesso il mondo sta collassando.

Poi la violenza si oppose alla violenza, i fanatici combatterono
contro i fanatici.
Dall’Iraq all’Afghanistan, dal Pakistan all’Iran alla Georgia,
l’esercito americano è stato sconfitto dovunque, e isolato. E alla
fine, il collasso finanziario non è certo privo di rapporto con la
sconfitta geopolitica.
Mentre stava svanendo il periodo delle dimostrazioni etiche, un nuovo
ciclo di insurrezione esplose da qualche parte in occidente. Le
rivolte delle banlieux di Parigi nel novembre 2005, l’insurrezione dei
maestri a Oaxaca ottobre 2006, l’esplosione di rivolta generale in
Grecia nel dicembre 2008 sono stati annunciatori di una ondata
insurrezionale che scuoterà parti del mondo nei prossimi anni, mentre
la recessione devasterà la vita sociale. Insurrezioni sparse avranno
luogo, ma non dobbiamo aspettarcene molto. Esse saranno incapaci di
toccare i veri centri del potere, a causa della militarizzazione dei
territori metropolitani, e non saranno capaci di ottenere molti
risultati in termini di ricchezza materiale o di potere politico.
Come la lunga onda di protesta morale non poté distruggere il potere
neo liberista così le rivolte insurrezionali non troveranno una
soluzione, fin quando una nuova coscienza e una nuova sensibilità non
emergerà e non si diffonderà cambiando la vita quotidiana e creando
Zone Autonome NON Temporanee, radicate nella cultura e nella coscienza
della rete globale.

Catastrofe significa, in greco, un cambio della posizione che permette
all’osservatore di vedere cose che non poteva vedere prima. La
catastrofe apre nuovi spazi di visibilità e di possibilità, ma implica
anche un cambio di paradigma.
Il pieno impiego è finito. Il mondo non ha bisogno di tanto lavoro, di
tanto sfruttamento.  Il reddito di cittadinanza dovrà affermarsi come
diritto alla vita indipendente dall’impiego e dalla prestazione di
tempo di lavoro. Le zone autonome NON temporanee organizzeranno
l’attività sociale nella forma di aiuto collettivo reciproco.


4. IL DEBITO
Non dovremmo considerare la recessione come un fenomeno economico, ma
vederla come una svolta antropologica che cambierà la distribuzione
delle risorse mondiali e del potere mondiale. L’Europa è condannata a
perdere il suo privilegio economico, ora che finiscono i 500 anni di
colonialismo. Il debito, che i bianchi hanno accumulato non è solo un
debito economico ma anche morale: il debito dell’oppressione, della
violenza e del genocidio deve essere pagato, e non sarà così facile.
Una larga parte della popolazione europea non è pronta ad accettare la
redistribuzione della ricchezza che la recessione impone. L’Europa,
travolta da ondate di immigrazione, dovrà affrontare una minaccia
razzista crescente. La guerra civile interetnica sarà difficile da
evitare.

La vittoria di Obama segna l’inizio della fine della dominazione
bianca che è stata la premessa del sistema capitalista moderno.
Un’onda di rinascenza indigena non identitaria sta montando,
specialmente in America Latina. La battaglia tra lavoro e capitale ha
raggiunto una nuova fase, che potrebbe avere esiti imprevedibili. Non
possiamo sapere cosa intenda fare davvero l’amministrazione americana.
Come dice Geithner, l’Amministrazione Obama sta procedendo per
tentativi. Questo è il senso del concetto di pragmatismo
post-partisan: le vecchie soluzioni ideologiche non funzionano più,
sia il liberismo che il socialismo sono inefficaci. La classe
dirigente e gli economisti propongono vecchi metodi per affrontare la
recessione, usano mappe vecchie per un territorio nuovo. Tutti dicono
il protezionismo è una brutta cosa, ma tutti proteggono la loro
economia nazionale. I neoliberisti dicono che lo stato dovrebbe
salvare le banche pagare i debiti e restaurare il credito quindi
lasciare che i proprietari privati riprendano le loro imprese. I
socialisti per parte loro dicono che lo stato deve prendere in mano le
banche e nazionalizzare le imprese. Ma che differenza farebbe se le
imprese nazionalizzate continuassero a produrre la stessa roba?
L’alternativa tra privato e pubblico è falsa, la soluzione non sta più
nel campo dell’economia ma nel campo della cultura sociale.

Il modello della crescita è stato interiorizzato profondamente, ha
pervaso la vita quotidiana, la percezione i bisogni gli stili di
consumo. L’azione culturale deve liberarci da questo modello.


5. COMUNISMO SENZA AUFHEBUNG
La privatizzazione dei bisogni, come abitazione trasporto
alimentazione, e la privatizzazione dei servizi sociali fonda
l’identificazione culturale della ricchezza e del benessere come
quantità di proprietà privata. Nell’antropologia del capitalismo
moderno il benessere è stato identificato con la acquisizione, mai con
il godimento.
Nel corso della tempesta sociale che stiamo per attraversare
l’identificazione di benessere e proprietà deve essere messa in
questione.  E’ un compito politico, ma soprattutto un compito
culturale, ed anche un compito psicoterapeutico. La giustificazione
teoretica della istituzione della proprietà privata (ad esempio nel
pensiero di John Locke) è basata sulla necessità di garantire il
godimento esclusivo di una cosa che non può essere condivisa: una mela
non può essere condivisa, se la mangio io non la mangi tu. Ma nell’era
digitale lo statuto dei beni è cambiato: i beni immateriali sono roba
semiotica che non viene annullata dall’uso. Quando si tratta dei
prodotti semiotici la proprietà privata diviene irrilevante, e in
effetti è sempre più difficile imporla legalmente. Le campagne contro
la pirateria sono in effetti paradossali, perché i veri pirati sono le
corporazioni che cercano disperatamente di privatizzare il prodotto
dell’intelligenza collettiva. I prodotti dell’intelligenza collettiva
sono immanentemente comuni perché la conoscenza non può essere
frammentata né posseduta privatamente. Un nuovo tipo di comunismo
stava emergendo dalla trasformazione prodotta dalla rete digitale,
quando il collasso dei mercati finanziari e della ideologia
neoliberista ha mostrato la fragilità dei fondamenti
dell’ipercapitalismo, ed ora possiamo prevedere una nuova onda di
trasformazione che viene dal collasso della crescita e del debito, e
anche del consumo privato.

Il capitalismo è finito, ma non è destinato a scomparire. La creazione
di zone NON temporanee autonome non produrrà nessuna totalizzazione.
Dopo aver abbandonato il terreno della Dialettica di abolizione e
totalizzazione cerchiamo ora di costruire una teoria della dinamica di
ricombinazione e singolarizzazione, concetto che ricaviamo dall’opera
di Felix Guattari specialmente dal suo ultimo libro, Chaosmose.
Con la parola singolarità intendo un agente affettivo e semiotico che
non segue alcuna regola di assoggettamento.


Durante i prossimi mesi e anni non avremo un processo di liberazione
generale, un evento catartico di rivoluzione, non vedremo l’improvviso
crollo del potere di stato. Vedremo una sorta di rivoluzione senza
soggetto, vedremo  proliferare le singolarità.
Il potere degli stati moderni è destinato forse a sopravvivere e
trascinarsi in una condizione di crescente impotenza e corruzione
mentre la società creerà le sue istituzioni. Gli stati stanno
diventando essenzialmente una macchina militare di controllo e
repressione. Incapace di governare realmente una società che viene
minacciata dagli effetti del collasso economico, la macchina dello
stato reagirà come macchina di guerra. La democrazia non è distrutta
da cambiamenti costituzionali, ma dalla corruzione dei suoi fondamenti
culturali, dalla instaurazione del potere totalitario mediatico, dalla
impossibilità di governare razionalmente l’Insieme Caotico.

Abbandonare la totalità, far proliferare singolarità, questo è la via
della democrazia post-capitalista.


7. INFINITO PROCESSO DI TERAPIA
Non dobbiamo attenderci un cambiamento repentino del panorama sociale,
piuttosto il lento emergere di nuove tendenze: comunità che
abbandonano il campo dell’economia dominante che crolla, un numero
crescente di individui che smettono di cercare lavoro e creano la
propria rete autonoma di attività.
Lo smantellamento dell’industria è inarrestabile per la semplice
ragione che la vita sociale non ha più bisogno di lavoro industriale.
Il mito della crescita sarà abbandonato e la gente cercherà nuove
forme di distribuzione della ricchezza. Le comunità singolari
cambieranno la stessa percezione del benessere e della ricchezza nel
senso della frugalità e della libertà del tempo. La rivoluzione
culturale di cui abbiamo bisogno in questa transizione conduce dalla
percezione della ricchezza come proprietà privata di beni di cui non
possiamo godere perché non ne abbiamo il tempo, alla percezione della
ricchezza come godimento di una quantità di beni che saranno tanto più
utili e abbondanti quanto più potremo condividerli con gli altri.
La de-privatizzazione dei servizi e dei beni sarà resa possibile da
questa urgente rivoluzione culturale. Ciò non accadrà in modo
pianificato e uniforme, ma piuttosto sarà l’effetto della sottrazione
di singolarità individuali e comunitarie, e della creazione di
un’economia dell’uso condiviso di beni comuni, e della liberazione di
tempo per la cultura il piacere e l’affetto.

Mentre questo processo si espande nei sotterranei della società, la
classe criminale si aggrappa al suo potere, crea una legislazione
sempre più repressiva, rendendo il clima sociale aggressivo e
disperato. La guerra civile interetnica si diffonderà in Europa,
devastando lo stesso tessuto della vita sociale.
La proliferazione di singolarità (sottrazione e costruzione di zone
autonome NON temporanee) sarà un processo pacifico, ma la maggioranza
conformista talvolta reagirà violentemente, e questo già sta
accadendo. La maggioranza conformista è spaventata dalla fuga
dell’energia intelligente e al tempo stesso aggredisce l’espressione
dell’attività intelligente.

La situazione può essere descritta come una lotta tra ignoranza di
massa prodotta dal totalitarismo mediatico, e intelligenza condivisa
dell’intelletto generale.
Non possiamo prevedere quale sarà l’esito di questo processo. Il
nostro compito è estendere e proteggere il campo dell’autonomia ed
evitare per quanto possibile ogni contatto violento con il campo
dell’ignoranza aggressiva di massa. Non sempre questa strategia di
sottrazione non confrontazionale funzionerà. Cosa fare nei casi di
conflitto non voluto si dovrà decidere caso per caso. La reazione non
violenta è ovviamente la scelta migliore, ma non sempre sarà
possibile.

Castoriadis e i suoi amici fecero una rivista che si chiamava
Socialisme ou barbarie, riprendendo una frase di Rosa Luxemburg.
Ma nell'introduzione a Mille Plateaux Gilles Deleuze e Felix Guattari
dicono che è ora di liberarsi dalla logica dell'"o".
Il pensiero idealistico è ossessionato dalla logica della
disgitunzione: o...o...o
Il pensiero rizomatico sceglie invece la logica della congiunzione.
"Un rizoma non comincia e non finisce, esso sta sempre nel mezzo, tra
le cose, inter-esse, intermezzo. L'albero è filiazione, ma il rizoma è
alleanza. L'albero impone il verbo essere, ma il rizoma ha come
tessuto la congiunzione "e...".e.."..e.".In questa congiunzione c'è
forza sufficiente per scuotere e sradicare il verbo essere. Instaurare
una logica dell'e, rovesciare l'ontologia, destituire il fondamento,
annullare fine e cominciamento."   (Deleuze Guattari: Rizoma).
Diversamente da Cstoriadis e i suoi amici dovremo dire dunque:
Socialisme ET Barbarie.
Il problema è quanto ampio sarà il campo della barbarie e quanto ampio
sarà quello dell'umanità.
Qua si colloca il nostro attuale compito politico e intellettuale.
In una lettera a Freud, il suo discepolo Fliess chiedeva: maestro,
quando posso considerare un'analisi finita, quando posso considerare
guarita la persona che viene in analisi?
Il vecchio Freud, che non era stupido, gli rispose che un'analisi si
può considerare conclusa quando la persona che ti sta di fronte ha
capito che l'analisi è interminabile.

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05/04/2009

ancora da Bifo Berardi...aspettando il maggio europeo

Da settimane correva voce che i servizi segreti inglesi si attendono
un'esplosione insurrezionale nelle città britanniche durante i mesi estivi.
Sbagliavano, l'insurrezione è già in corso.
Al G20 di Londra i potenti della terra non fanno altro che ratificare una
situazione di paralisi della loro capacità di governo. Per sedare le prime
proteste contro il summit di una classe dirigente che ha fatto fallimento ma
persiste nelle sue scelte criminali, la polizia ha usato tecniche di
schiacciamento di una manifestazione pacifica: decine di arresti, un morto,
molti feriti.
In Francia gli operai di diverse fabbriche hanno ripreso la vecchia
abitudine di sequestrare i dirigenti responsabili del loro sfruttamento e
del disastro che sta colpendo la vita di tutti.
Le università e le scuole francesi sono in agitazione dall'inizio dell'anno.
Il mese scorso tre milioni di persone hanno sfilato per protestare contro le
politiche di smantellamento della scuola pubblica. La polizia ha sgomberato
i ricercatori che occupavano il CNRS, e gli studenti dai locali della
Sorbona.
In Italia un governo oscurantista perseguita gli immigrati, le donne, i
poveri con iniziative medioevali che colpiscono i più elementari principi di
umanità, come è successo a Napoli, dove a una donna ivoriana è stato
impedito di allattare il figlio appena nato perché è straniera e priva di
documenti.
Domani 3 aprile e sabato 4 aprile a New York si terranno dimostrazioni
organizzate dai comitati degli homeless e da gruppi di lavoratori. Entrambe
le dimostrazioni hanno l'obiettivo di occupare Wall Street, il cancro che ha
infettato l'intero organismo della società mondiale.
L'Amministrazione americana ha dovuto dichiarare che entro sessanta giorni i
colossi dell'automobile - GM e Chrisler - saranno dichiarati falliti.
Milioni di lavoratori, in tutto il mondo, hanno perduto il posto di lavoro o
lo stanno perdendo.
I responsabili di questa catastrofe sono ancora al governo di tutti i paesi
europei. Non per molto.
Il diritto di vivere passa oggi attraverso una battaglia generale per il
reddito di cittadinanza.
Riduzione generale dell'orario di lavoro, reddito per tutti. Ben presto
queste parole saranno sulle labbra di milioni di lavoratrici, studenti,
disoccupati, homeless, migranti.
Le nubi che si addensano all'orizzonte non debbono spaventarci.
Maggio si avvicina in Europa.


--- Attenzione! ---
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01/04/2009

di Bifo Berardi

Dieci anni dopo Seattle il castello della globalizzazione e' in rovina. Non
certo le strutture tecniche della globalizzazione che permangono. Non certo
le competenze e i saperi della globalizzazione, che restano intatti per il
momento (anche se l'attacco furioso contro la scuola e l'universita' mira a
distruggere l'intelligenza collettiva). Ma il governo politico della
globalizzazione e' in rovina. Lo avevamo gia' capito da anni, da quando la
forsennata politica di guerra aveva bloccato l'alleanza tra capitale
ricombinante e lavoro  cognitivo su cui fondo' il grande balzo hightech
degli anni '90. Lo avevamo capito quando le potenze petroliere e
guerrafondaie della old economy si erano impadronite della Casa Bianca
avviando la loro guerra e la rottamazione del general intellect. Lo avevamo
capito a Sapporo, quando i grandi del mondo si erano incontrati per
riconoscere la loro impotenza di fronte alla tempesta che si stava
preparando. Poi la tempesta e' arrivata, il presidente della war economy ha
lasciato il passo al presidente della cognitive class. Ma adesso e' troppo
tardi.
Obama prova generosamente a salvare il capitalismo americano con l'iniezione
di dosi di keynesismo, ma non ce la fara', non ce la puo' fare.
Si incontrano a Londra per fare il punto, ma e' facile prevedere che non ne
verra' fuori niente.
Tocca a noi, tocca ai movimenti, tocca al lavoro cognitivo interconnesso e
alla potenza sociale dei lavoratori, salvare quel che ci serve e ci piace
della globalita' tecnica cognitiva ed economica.
Paul Krugman ha scritto recentemente che pur essendo la crisi finanziaria
meno severa in Europa che negli USA, la situazione europea e' preoccupante
perche' qui manca la possibilita' di una decisione finanziaria unificata. A
questo occorre aggiungere che il protezionismo tende a dilaniare l'Unione, e
che l'aggressivita' e il razzismo stanno diventando dovunque il surrogato
dell'intelligenza.
Dobbiamo ragionare sul modo in cui salvare la civilta' e la pace sul
continente europeo. Dobbiamo ragionare sul modo in cui salvare l'esperienza
poltiica dell'unita' europea. E' un compito che tocca al movimento, perche'
nessuna forza politica del novecento sapra' farla, ne' lo faranno i residui
della sinistra novecentesca, che sono sempre stati culturalmente refrattari
all'internazionalsmo europeo, ne' lo faranno i cascami neoliberisti che
difendono solo il loro privilegio, ne' certamente potranno farlo i fanatici
delle identita' locali, nazionali o razziali, che purtroppo sono al governo
in Italia come in vari altri stati europei.
Ma cosa vuol dire oggi difendere l'unione, salvarne l'esperienza ed il
progetto? Una cosa vuol dire essenzialmente: reddito di cittadinanza,
sganciamento del reddito dal lavoro.
E' questo il tema che dobbiamo mettere al centro della campagna culturale
per l'unione e la pace in Europa.
Il collasso economico in corso non e' soltanto l'effetto di una crisi
finanziaria epocale, ma e' soprattutto il segno dell'esaurimento della
crescita, e il segno della fine della relazine tra lavoro e reddito. La
forma del salario, che nell'epoca passata misuro' il rapporto tra tempo di
lavoro e reddito e' oggi fuori uso. Non abbiamo a che fare soltanto con una
bolla dell'immobiliare o una bolla dell'indebitamento. Abbiamo a che fare
soprattutto con l'esplosione della bolla lavorativa. Abbiamo lavorato e
prodotto troppo, siamo stati costretti a rinchiudere l'enorme potenza
produttiva entro le gabbie del consumo privato, e questo ha impoverito la
vita sociale, affettiva, culturale. Nell'interesse della societa' e'
necessario avviare oggi un processo di risocializzazione della vita
quotidiana. Il tempo di lavoro deve tendenzialmente essere dimezzato perche'
la societa' si riappropri del proprio tempo e riapprenda l'affetto per
la'trlo, la cura di se', l'insegnamento e la terapia. Queste funzioni della
vita quotidiana, che il capitalismo ha commercializzato debbono riacquistare
la propria relazione organica con la vita. Ma per far questo occorre
riconoscere che non si puo' piu' pagare salario in cambio di prestazione di
tempo.
Il reddito non puo' continuare ad essere finzione di una impossibile misura
del lavoro. Ogni essere umano ha diritto a ricevere quel che gli serve per
la sua vita. Milleduecento euro per ogni persona che ha compiuto
diciott'anni, indipendentemente dal fatto che possa o non possa trovare un
impiego. La fine della relazione salariale e' gia' nei fatti. Ora si tratta
di trasformarla in consapevolezza in programma, in reddito di cittadinanza.
Questa e' la campagna culturale che occorre lanciare in Europa. Questa e' la
campagna che ci permettera' di salvare l'unione europea. Questo ci
permettera' di salvare quel che della globalizzazione non vogliamo perdere:
la ricchezza e la connessione dell'intelletto generale.

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01/04/2009

dalla parrocchia virtuale di don vitaliano al messico del subcomandante marcos

Scrive il Subcomandante: «La globalizzazione moderna, il neoliberismo come sistema mondiale, deve essere intesa come una nuova guerra di conquista di territori.
La fine della III Guerra Mondiale, o “Guerra Fredda”, ha trascinato con sé una nuova cornice nelle relazioni internazionali, nella quale la lotta nuova per questi nuovi mercati e territori ha prodotto una nuova guerra mondiale, la IV. (…) Strana modernità, questa che avanza all’indietro, il crepuscolo del XX secolo assomiglia di più ai brutali secoli precedenti che al placido e razionale futuro di qualche romanzo di fantascienza. Nel mondo del Dopoguerra Fredda vasti territori, ricchezze e, soprattutto, forza lavoro qualificata, aspettavano un nuovo padrone…
Se la Terza Guerra Mondiale è stata tra il capitalismo e il socialismo, con scenari alterni e differenti gradi di intensità, la IV Guerra Mondiale si fa ora tra i grandi centri finanziari, con scenari totali e con una intensità acuta e costante.
Il re supremo del capitale, la finanza, ha cominciato allora a sviluppare la sua strategia bellica, nel nuovo mondo, e su ciò che restava in piedi del vecchio. Attraverso la rivoluzione tecnologica, imposta al mondo intero per mezzo di un computer, a loro arbìtrio, i mercati finanziari hanno imposto le loro leggi e i loro precetti a tutto il pianeta. La “mondializzazione” della nuova guerra non è altro che la mondializzazione delle logiche dei mercati finanziari (…)
Negli ultimi tempi della “Guerra Fredda”, il capitalismo aveva creato un nuovo orrore bellico: la bomba a neutroni. La “virtù″ di quest’arma è che distrugge solo la vita e risparmia gli edifici e le cose. Eppure, una nuova “meraviglia” bellica sarebbe stata scoperta, all’inizio della IV Guerra Mondiale: la bomba finanziaria. (…) Una guerra dunque, una guerra mondiale, la IV. La peggiore e più crudele, quella che il neoliberismo conduce ovunque e con tutti i mezzi contro l’umanità».
Marcos conclude la sua pre-visione del mondo, colpito da “bombe economiche e finanziarie”, con sette tessere «da comporre tra loro per ricostruire il rompicapo mondiale. La prima è la doppia accumulazione, di ricchezze e povertà, ai due poli della società mondiale. L’altra è lo sfruttamento totale della totalità del mondo. La terza è l’incubo di una parte errante dell’umanità. La quarta è la nauseabonda relazione tra crimine e Potere. La quinta è la violenza dello Stato. La sesta è il mistero della megapolitica». E approfondisce ogni tessera con un ragionamento semplice e chiaro.
«La settima tessera è la multiforme sacca di resistenza dell’umanità contro il neoliberismo. Per cominciare, ti supplico di non confondere la Resistenza con l’opposizione politica. L’opposizione non si oppone al potere ma a un governo, e la sua forma riuscita e compiuta è quella di un partito di opposizione; mentre la Resistenza, per definizione [ora sì!], non può essere un partito, non è fatta per governare a sua volta, ma per… resistere.
L’apparente infallibilità della globalizzazione si scontra con la caparbia disobbedienza della realtà. Nello stesso momento in cui il neoliberismo conduce la sua guerra mondiale, in tutto il pianeta si vanno formando gruppi di non conformisti, nuclei di ribelli. L’impero delle borse finanziarie si trova di fronte la ribellione di sacche di resistenza. Sì, sacche. Di ogni grandezza, di differenti colori, delle forme più differenti. Ciò che le rende simili è la resistenza al “nuovo ordine mondiale” e al crimine contro l’umanità che la guerra neoliberista commette. Nel cercare di imporre il suo modello economico, sociale e culturale, il neoliberismo pretende di soggiogare milioni di esseri umani, e di disfarsi di tutti quelli che non trovano posto nella nuova organizzazione del mondo. Però accade che questi “prescindibili” si ribellino e resistano contro il potere che vuole eliminarli. Donne, bambini, anziani, giovani, indigeni, ecologisti, omosessuali, lesbiche, sieropositivi, lavoratori e tutti quelli che non solo “esuberano”, ma che per di più “disturbano” l’ordine e il progresso mondiale, si ribellano, si organizzano e lottano. Sapendosi uguali e differenti, gli esclusi della “modernità” cominciano a tessere le resistenze contro il processo di distruzione/spopolamento e ricostruzione/riordino che avanza come una guerra mondiale, il neoliberismo. (…) Ci sono, senza dubbi, molte più tessere del rompicapo neoliberista. Per esempio i mezzi di comunicazione, la cultura, l’inquinamento, le epidemie. Qui abbiamo voluto mostrarvene sette. Queste sette perché vi rendiate conto di quanto è impossibile metterle insieme. E questo è il problema che la globalizzazione ha preteso di risolvere: le tessere non si incastrano. Per questo, e per altre ragioni che oltrepassano lo spazio di questo testo, è necessario fare un mondo nuovo. Un mondo che contenga molti mondi, che contenga tutti i mondi… ».
È da questa settima tessera che tutti noi del Movimento dovremmo ripartire.
   don Vitaliano (www.lavocedellevoci.it)
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16/03/2009

"Caro ragazzo, cara ragazza del 2009,
sono un ex ragazzo degli anni ’60, mi chiamo Beppe Grillo, ho sessant’anni. Faccio parte della generazione che ti ha fottuto. Il tuo futuro è senza pensione, senza TFR, senza lavoro. Il tuo presente è nelle mani di vecchi incartapecoriti, imbellettati, finti giovani. Quando ero bambino l’aria e l’acqua erano pulite, il traffico era limitato, la mia famiglia non faceva debiti e tornavo a scuola da solo a piedi. Non c’erano scorte padane e neppure criminali stranieri in libertà. I condannati per mafia non diventavano senatori.
Le stragi di Stato non erano iniziate, Piazza Fontana a Milano era solo un posto in cui passavano i tram. Le imprese erano gestite da imprenditori. E’ strano dirlo ora, ma c’erano persone che investivano il loro denaro per sviluppare le aziende. E manager che vedevano lontano. Enrico Mattei dell’ENI, ucciso in un attentato, Adriano Olivetti, Mondadori, Ferrari, Borghi e cento altri che non ricordo. Intorno alle città c’erano i prati e non i cimiteri di cemento che chiamano unità residenziali. La bottiglia di latte la riportavo al lattaio e non costruivano inceneritori. La televisione era un servizio pubblico in cui lavoravano anche veri giornalisti come Enzo Biagi, e con solo un quarto d’ora di pubblicità al giorno. Quando si parlava si usava il tempo futuro. Il presente e soprattutto il passato erano verbi di complemento. I giardini pubblici erano puliti e sui marciapiedi si camminava senza doversi destreggiare tra le macchine parcheggiate. Le persone erano più gentili, spesso sorridevano. Sul Corriere della Sera scrivevano Montanelli, Buzzati e Pasolini.
I genitori sapevano che i loro figli avrebbero avuto un futuro migliore. Solo dal punto di vista economico, ma questo non potevano prevederlo. I fiumi erano puliti e si poteva fare il bagno nel fine settimana che non si chiamava ancora week end. L’unico problema era rappresentato dagli imprendibili tafani. Le spiagge erano libere e il mare quasi sempre verde azzurro. La P2 era una variabile al quadrato e non ancora l’antistato progettato da Cefis. Gelli non aveva arruolato il novizio Berlusconi con la tessera 1816. L’Italia era una e indivisibile e Bossi studiava alla scuola per corrispondenza Radio Elettra. Si lavorava duro, ma si poteva risparmiare e la pensione era un approdo sicuro. Era un piccolo Eden, ora perduto. Non sapevamo di averlo. Molti lo disprezzavano. Negli ultimi sessant’anni abbiamo avuto uno sviluppo senza progresso. E ora non ci resta neppure lo sviluppo.
Le generazioni che ti hanno preceduto meriterebbero un processo da parte tua, caro ragazzo e cara ragazza. Sono colpevoli di averti rubato il futuro. Loro vivono nel presente con la seconda casa, le pensioni senza base contributiva. Loro ti governano. L’Italia ha la coppia di cariche dello Stato Presidente/Primo ministro più vecchia del mondo. Loro usano la Polizia contro gli studenti e i precari. Loro hanno ucciso la democrazia e le aziende come Tronchetti e Geronzi, i brizzolati di successo.
Caro ragazzo e cara ragazza, non potete più stare a guardare, la vita vi scivola tra le mani. Voi, invece di lasciarla scivolare, trattenetela. Io non sono in grado di dare lezioni a nessuno. Ho fatto troppi sbagli e sono troppo vecchio (anche se non dimostro i miei anni, belin). Ma ho vissuto un tempo più bello, più vero, più colorato, più umano. E so che è possibile anche per voi.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.” Beppe Grillo

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categoria: pensieri


25/02/2009

no dal molin

Carissimo
Sono iniziati in modo consistente i lavori di demolizione e perforazione per la realizzazione delle fondazioni nell'area militare Dal Molin. Ciò è propedeutico all'inizio vero e proprio della costruzione della nuova base americana.
Tutto ciò stà avvenendo nonostante i numerosi esposti legali che abbiamo prodotto e che sono in attesa di una risposta. Si stà procedendo senza nessuna autorizzazione formale e nonostante il progetto definitivo dell'opera non sia ancora stato presentato e non siano state fatte le relative verifiche legali e di impatto ambientale.
Per tutto questo
RITENIAMO CHE I LAVORI SIANO ILLEGITTIMI E CHIEDIAMO VENGANO IMMEDIATAMENTE FERMATI.
Abbiamo iniziato il loro rallentamento con azioni dirette nonviolente fin dalla mattina di giovedì 5 febbraio
ORA CHIEDIAMO ANCHE A TE DI
RALLENTARE LA GUERRA
Pensavamo che ciascuno di noi può portare il proprio contributo al "RALLENTARE LA GUERRA"
con la fantasia e la creatività tipiche della nonviolenza rallentando la prosecuzione dei lavori.
Bastano un minimo di 3 persone per essere efficaci, l'abbiamo sperimentato ed ha avuto successo. Ma puoi bastare anche da solo...
In questa fase riteniamo che sia molto efficace pochi ma con continuità.

INSIEME
Quando? 25,26,27 febbraio (mercoledì giovedì venerdì) pomeriggio ore 14 ritrovo IN BICI al PAM di viale trento lato rotatoria villaggio del sole
Come? in bici a gruppi di 3 rallentando i camion che trasportano i materiali delle domolizioni ma rispettando il codice della strada... Si può... vieni e vedrai

TI ASPETTIAMO un abbraccio

Per il gruppo "azioni diretta nonviolente del Tavolo della Consultazione"

Silvano 3387878893

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categoria: controinformazione


20/02/2009

Con una cerimonia di passaggio del testimone tra Africa e America latina, e con una marcia indigena si è aperto il nono Forum sociale mondiale, a Belem, nello stato brasiliano del Parà: centomila persone, cinquemila organizzazioni sociali da più di 150 paesi del mondo.

Tra poche ore il Forum sociale mondiale aprirà i suoi lavori a Belem, nel cuore dell’Amazzonia. Alle 2 del pomeriggio ora locale tutti i partecipanti al World Social Forum inviteranno la città a raccogliersi in piazza Pedro Texeira per la Cerimonia d’Apertura dell’evento. Saranno i popoli indigeni a condurre la manifestazione con un rituale condiviso tra le oltre 60 differenti nazioni della terra che apriranno la cerimonia. L’evento prevede che essi accolgano i popoli africani che hanno ospitato l’ultima edizione del Forum Sociale Mondiale a Nairobi [Kenya] rendendo loro omaggio come propri avi ancestrali.
Insieme condivideranno un Pasto sacro e a loro volta i rappresentanti dei popoli africani introdurranno gli indigeni alla propria cultura, affidando loro il testimone del Forum accompagnati da tamburi e birimbau. Sarà a questo punto che gli indigeni prenderanno la testa del corteo invitando gli almeno 100mila partecipanti al Forum, e insieme ad essi tutta la città di Belem, a camminare insieme portando con se’ tutte le proprie bandiere, gli striscioni e i simboli delle proprie lotte. La marcia percorrerà Avenida Presidente Vargas, Avenida Nazaré, Admirante Barroso, Praca do Operario dove un palco ospiterà altre cerimonie dei popoli indigeni provenienti da ogni parte del pianeta.

La Giornata Pan Amazzonica
Il secondo giorno del FSM, il 28 gennaio, sarà dedicato completamente ai cinquecento anni di resistenza, conquiste e prospettive delle popolazioni indigene ed afrodiscendenti nelle Americhe. La Giornata Pan-Amazzonica sarà dedicata interamente ai problemi e alle lotte della regione, dove i popoli e i movimenti indigeni dell’Amazzonia potranno dialogare col mondo e tessere alleanze planetarie, cercando di costruire un’altra Amazzonia.
La Giornata Pan Amazzonica, che si articolerà in tre palchi distribuiti tra i campus universitari che sono il cuore del Fsm edizione 2009 e verrà intessuta da cerimonie e rituali dei popoli nativi di ogni parte del mondo, sarà divisa in assi tematici che verteranno principalmente su:
cambiamenti climatici e giustizia ambientale, diritti umani, lavoro, migrazioni, fine della criminalizzazione dei movimenti sociali, terra, territorio, identità e sovranità alimentare.

Il Forum è già in città
Centomila persone e 5.680 organizzazioni sono già nel cuore dell’Amazzonia, per prendere parte al Forum sociale mondiale 2009 che è iniziato il 27 gennaio e andrà avanti fino al 1 di febbraio a Belem, nello stato brasiliano di Parà.
La società civile organizzata, movimenti sociali, popoli indigeni, Ong, sindacati e gruppi religiosi provenienti da più di 150 paesi di tutti i continenti si incontrano per celebrare la nona edizione del più importante appuntamento altermondialista, che ritorna in Brasile dopo tre anni. Tra i principali temi dei dibattiti ci saranno la crisi economica mondiale, i cambiamenti climatici e le alternative al modello di sviluppo che, per quanto in crisi profonda, è ancora dominante.
Il Consiglio Internazionale del Fsm ha deciso di celebrare il Forum in Amazzonia riconoscendo il ruolo strategico che la regione ha per tutta l’umanità. La regione è una delle ultime del pianeta che rimane in parte preservata, in un spazio geografico di valore incommensurabile per la sua biodiversità e per il fatto che aggrega attorno a sé tanti movimenti sociali che lottano per una Amazzonia [e per un mondo] sostenibili, solidali e democratici.
Il Forum si svolge nei campus dell’UFPA e dell’UFRA, due delle università di Belem, ed è articolato in più di 2.400 attività tra assemblee plenarie, seminari, workshops, cerimonie, appuntamenti sportivi ed attività culturali, proposte da organizzazioni di tutto il mondo per dimostrare assieme che un altro mondo è possibile ed è già in costruzione.

Tags assegnati a questo articolo: Fsm 2009, Belem

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29/01/2009

Il 2008 è stato un anno molto pesante per tanti motivi,ma il finale con il definitivo allontanamento di Bush,(con scarpata in faccia in diretta tv) me lo ha reso sopportabile.
Proporrei di istituire una nuova disciplina olimpica, dopo il lancio del peso, del giavellotto, del martello...anche il lancio della scarpa!
Proporrei il giornalista iracheno per il nobel della pace  o per l'informazione libera!

Ci sarebbero molte persone anche in italia che meriterebbero una scarpata in faccia, forse è il caso di cominciare ad allenarsi.
A titolo d'esempio, una scarpata a questi la darei volentieri...


Il gran consiglio dei partiti

di Marco Travaglio

Chissà come hanno dormito i membri della Disciplinare del Csm (Mancino, Saponara, Berruti, Mannino, Cesqui e Fresa) dopo aver fucilato i pm di Salerno, rei di aver disposto un decreto di perquisizione e sequestro a Catanzaro giudicato legittimo dal Riesame, ma sgradito al governo, ai partiti, all'Anm e agli indagati eccellenti di "Why Not".

Il procuratore Apicella viene degradato sul campo, come si fa con i traditori in tempo di guerra: espulso dalla magistratura e privato dello stipendio (salvo un piccolo "assegno di sussistenza").

I sostituti Nuzzi e Verasani vengono cacciati da Salerno.
Molto più blando il trattamento riservato alle toghe di Catanzaro: solo trasferiti il Pg Iannelli e il pm Garbati, e soltanto loro; salvi invece i pm Curcio e De Lorenzo, che avevano fatto la stessa cosa illegittima, sequestrando le carte appena sequestrate e indagando i colleghi che indagano su di loro.

Curcio e De Lorenzo, sospettati a Salerno di aver insabbiato gran parte di Why Not (abuso, falso e favoreggiamento), potranno continuare l'opera, mentre i pm salernitani dovranno lasciare l'inchiesta sull'insabbiamento.

Ciliegina sulla torta:
a Iannelli subentra ad interim l'Avvocato generale Dolcino Favi, colui che scippò Why Not a De Magistris ed è per questo indagato per corruzione giudiziaria.

Nessuno ha nemmeno pensato di trasferirlo.
Così da oggi è ufficiale: se un magistrato firma un decreto o una sentenza che non piace al governo, viene fulminato dal Csm tra gli applausi dell'Anm.

In barba alla Costituzione e alla divisione dei poteri.
Che aspettano i magistrati onesti a protestare?

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categoria: pensieri


22/01/2009

la proprietà privata è un furto

I vecchi anarchici tipo Bakunin e Proudhon dicevano che la proprietà privata era un furto e che nasceva dalla spada..
Naturalmente non accusavano i piccoli contadini che vendevano le loro mele al mercato, o i piccoli artigiani e commercianti che vivevano delloro lavoro, ma si riferivano alla ricchezza dei governi, delle monarchie, a quella ricchezza che creava ingiuste differenze tra gli uomini, generando sofferenza.
Ricchezze enormi ottenute con le guerre, rubando terre e risorse ai legittimi proprietari...
Ricchezze nate dal lavoro degli schiavi.
E' innegabile che furto e spada siano all'origine delle ricchezze occidentali.
Dagli antichi Greci e Romani, fino al colonialismo del 1800 e di buona parte del 1900, enormi quantità di metalli preziosi ed altre merci, sono arrivate in europa dalle colonie in america,asia, africa.
Milioni di schiavi hanno lavorato e sono stati venduti e deportati in terre lontane.
Come non dare ragione agli anarchici! Ma ancora oggi le ingiustizie ed i furti non accennano a diminuire e nemmeno la schiavitù, sia pure in forme leggermente diverse.
Strano che ancora ci sia chi si chiede il perchè di tanto odio verso l'occidente...e le differenze di religione non sono poi così importanti.

Molti ancora oggi pensano che i paesi poveri siano poveri perchè non hanno voglia di lavorare, o perchè culturalmente inferiori...
Leggete le seguenti riflessioni, che ho estratto dallìarticolo di un economista: Riccardo Moro

L'indebitamento dei paesi del sud del mondo trae le sue origini dalla prima crisi del petrolio, fra il 1973 e il 1974. In pochi mesi il greggio quadruplicò il suo prezzo.
L'ingresso repentino dei petrodollari sul mercato fece crollare i tassi d'interesse, l'accoppiata dei bassi tassi d'interesse e dell'alta inflazione rese conveniente indebitarsi.(se l'inflazione è più alta dei tassi d'interesse, indebitarsi fa guadagnare). E tutti i governi, del Nord e del Sud si indebitarono con le banche commerciali internazionali.
Qualche anno dopo, nel 1979 si verificò un secondo shock petrolifero, il prezzo del greggio fece salire ulteriormente l'inflazione.
Ronald Reagan e la Thatcher , seguendo la dottrina monetarista del neoliberismo, decisero una guerra all'inflazione, e che fossero inutili le ricette Keynesiane di sostegno alla domanda.
I monetaristi sostenevano che stimolare l'economia significava solo aumentare l'inflazione. Secondo loro un aumento brusco dei tassi d'interesse, avrebbe attirato moneta verso il mercato finanziario e l'avrebbe sottratta alla possibilità di finanziare acquisti nel mercato reale (beni e servizi), riducendo così l'inflazione.
L'aumento dei tassi d'interesse si ripercosse su tutti i mercati del mondo e chi si era indebitato a tassi medi del 5 per cento si ritrovò a dover servire il debito a oltre il 20 per cento!

Per i debitori meno affidabili, e i governi del Sud rientravano in questa categoria, i tassi raggiunsero anche il 30%.
I programmi di rimborso calcolati con interessi del 5% ovviamente non potevano più funzionare.

Ma le cose erano destinate a peggiorare ancora. Gli americanio decisero di aumentare il valore del dollaro(gli usa sono fortemente importatori, quindi un dollaro forte avrebbe reso economici i loro acquisti).

Il dollaro in un anno raddoppiò il suo valore rispetto alle principali valute, e lo quadruplicò rispetto alla lira ed esplose letteralmente in confronto alle valute del sud del mondo.
Il dollaro purtroppo era la valuta utilizzata per le transazioni internazionali. I governi indebitati, cioè, non solo dovettero affrontare l'impennata dei tassi d'interesse, ma anche quella del dollaro.

Se nel 1978 erano sufficienti poco più di 600 lire per ogni dollaro preso a prestito o da pagare per interessi, nel 1979 ne occorrevano 2000:
Il debito in dollari non mutava, ma molto più denaro locale era necessario...
Si arrivò addirittura al punto che per pagare gli interessi occorrevano somme di valuta nazionale maggiori dell'intero capitale preso a prestito.

Immaginiamo di indebitarci di 100'000 dollari nel 1977 al 5% e con un cambio di 600 lire a dollaro.

100'000 dollari diventano 60 milioni di lire. Al primo anno gli interessi da pagare sono 5'000 dollari cioè 3 milioni di lire...la stessa cifra ci attendiamo di pagare per gli anni successivi, invece gli interessi salgono al 30% per scelte politiche non dipendenti da noi.
In questo caso ci troviamo a dover pagare 30'000 dollari cioè 18 milioni di lire. Se poi il dollaro schizza a 2'200 lire, come è avvenuto nel 1979, ci troviamo ad avere un debito che è sempre di 100'000 dollari, ma ora corrispondono a 220 milioni di lire. Gli interessi sono sempre 30'000 dollari, ma ora 18 milioni di lire non bastano più, ne occorrono 66, cioè più dell'intero capitale che ci è stato prestato, da pagare a vita, ogni anno!

Molti paesi indebitati minacciarono di non pagare più il debito e i paesi del nord decisero di salvare le banche prestando ai paesi indebitati nuovi soldi, per sanare la loro situazione con le banche. I nuovi finanziamenti si sarebbero potuti restituire secondo nuove scadenze, a patto che i paesi si sottoponessero alle regole del FMI che imponeva una serie di "aggiustamenti strutturali"ovvero liberalizzazione selvaggia dell'economia, privatizzazioni,apertura del mercato alle multinazionali,adozione di sementi ogm, riduzione delle spese sociali(sanità, istruzione, assistenza..) a questa situazione drammatica bisogna però aggiungere che il debito era spesso stato contratto da dittatori sostenuti dagli occidentali e che era stato utilizzato malamente,in buona parte intascato dal tiranno di turno e dai suoi amici e versato su conti esteri, in parte usato per l'acquisto di armi, il finanziamento di guerre e repressioni, o per realizzare inutili opere faraoniche, cattedrali nel deserto.
Non parliamo poi del debito ecologico dovuto alle distruzioni ambientali e culturali dovute al colonialismo e alle scelte politiche occidentali che ci vede noi come debitori.

In realtà dunque smettiamola di parlare di aiuti umanitari e di riduzione del debito...il debito i paesi del sud lo hanno già ripagato abbondantemente, anzi si può dire che sono proprio i poveri a mantenere gli stati ricchi!


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14/01/2009

E' stato un brutto anno, ma quello nuovo non è cominciato bene...anzi!
Un freddo cane, neve che non si scioglie, piccolo incidente con la macchina, causa gelo.. influenza, legna agli sgoccioli, devo cercarla sotto la neve, nel bosco...amici che dovevano venirmi a trovare, non sono venuti...e altro ancora..ma se penso a come stanno passando l'inizio anno in Palestina, mi vengono i brividi!

Per quanto ancora dovremo vedere immagini di lanci di armi proibite al fosforo bianco (che ormai tutti sanno riconoscere, dopo Falluja)e sentire poi i giornalisti dire, non è provato che israele usi armi proibite...ma se c'è chi teorizza l'uso dell'atomica!!?

vabbè però sta nascendo una nuova rivista che sembra interessante.. guarda il sito   looponline.it
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15/12/2008

dal blog di Grillo su De Magistris...

Buongiorno a tutti.  QUESTO ARTICOLO L'HO TROVATO INTERESSANTE, UN PO' LUNGO MA VALE LA PENA LEGGERLO...
Non so se avete notato la miseria di questo dibattito sulla questione morale.
Il ritorno del dibattito sulla questione morale: i giornali pullulano di interviste dei vari Pomicini, De Michelis, Di Donato.
Vari parenti di Craxi... persino Capezzone che dice che Veltroni dovrebbe chiedere scusa a Bettino Craxi.
La questione morale, come al solito, viene usata per buttarsi addosso a vicenda le proprie vergogne anziché guardarle e possibilmente cancellarle.
Tant'è che il massimo di risposta che sono riusciti a partorire i vertici del PD, quando Berlusconi ha visto la questione morale - ovviamente soltanto la loro e non la sua che è talmente gigantesca che non riesce nemmeno più a vederla, data la statura fra l'altro - è stata: "ma tu hai portato in Parlamento inquisiti e condannati".
Naturalmente hanno dimenticato i propri.
Il massimo che possono dire è "noi ne abbiamo di meno", come se ci si potesse difendere o addirittura attaccare dicendo "noi abbiamo meno inquisiti e meno condannati di te".
Bisognerebbe poter dire "noi non ne abbiamo".
Quando Grillo e tanti altri hanno proposto questa legge di iniziativa popolare per cacciare i condannati dalle liste elettorali, anche se le firme raccolte questa volta erano quelle giuste e nessuno ha potuto metterle in discussione, nemmeno Carnevale, il Parlamento se l'è presa comoda, tant'è che non siano ancora nemmeno arrivati a una discussione sul tema.
Lasciamo perdere queste menate di partiti che ormai stanno chiaramente disfacendosi, sfarinandosi, dissolvendosi senza nemmeno che se ne rendano conto, e vediamo di parlare dell'altro grande titolo che campeggia sui giornali da quasi una settimana.
Cioè da mercoledì scorso, quando la procura di Salerno è scesa a Catanzaro per sequestrare gli atti dell'indagine Why Not e comunicare a un bel po' di magistrati calabresi e lucani che sono indagati per il mega complotto ipotizzato contro Luigi De Magistris.
Il titolo che è andato in edicola e in onda a reti unificate e a edicole unificate è "Guerra fra procure", "Guerra fra PM", "Scontro fra procure, interviene Napolitano".
Questo è l'unico dato costante.
La prima riga del titolo serviva a giustificare la seconda: se c'è effettivamente una guerra fra procure deve intervenire qualcuno a spegnare l'incendio, e quindi meno male che c'è il Capo dello Stato.
La domanda è: ma davvero c'è una guerra fra procure? Davvero c'è uno scontro fra PM? Davvero Salerno e Catanzaro stanno sullo stesso piano e si attaccano vicendevolmente, ma abusivamente tanto da giustificare l'intervento del pompiere del Quirinale e dei pompieri del Consiglio Superiore della Magistratura?
Vediamo. I fatti sono questi.
Qualche mese fa, De Magistris viene trasferito dalle funzioni che occupa e dalla sede che occupa, cioè da Pubblico Ministero e da Catanzaro, dal Consiglio Superiore che stabilisce come lui non possa più fare il Pubblico Ministero e non possa più fare il magistrato a Catanzaro.
Quindi viene trasferito alla giudicante a Napoli.
Nel frattempo arrivano in pellegrinaggio alla procura di Salerno decine di suoi inquisiti o di suoi superiori o colleghi che vogliono denunciarlo per enormi nefandezze da lui commesse durante i tre anni di procura a Catanzaro.
Soprattutto, si concentrano sulle tre indagini importanti che De Magistris aveva fatto e che, secondo questi denuncianti in processione, sono tutte quante viziate da ogni sorta di nequizia.
L'indagine Poseidone, sui depuratori che si dovevano fare in Calabria e che sono stati finanziati dall'Unione Europea con 800 milioni di euro e non se n'è mai visto uno, di depuratore.
L'indagine sulle toghe lucane, per i comitati d'affari che collegano magistrati della Basilicata, sui quali è competente a indagare Catanzaro e per questo se ne stava occupando De Magistris.
Eppoi l'indagine Why Not, quella che, oltre a vari faccendieri, ex piduisti, ufficiali dei servizi segreti, della Guardia di Finanza, politici, giornalisti collusi, qualche mafiosetto di passaggio, aveva come principale imputato questo Antonio Saladino, capo della Compagnia delle Opere che è il braccio finanziario-affaristico di Comunione e Liberazione.
E, al suo fianco, una lobby trasversale di uomini politici che coinvolge personaggi che stanno intorno all'allora presidente del Consiglio Prodi, che viene lui stesso indagato ma non perché sia accusato di avere fatto qualcosa lui personalmente, ma perché c'era uno di questi del suo giro coinvolto nei rapporti poco chiari con Saladino, che utilizzava un cellulare in uso anche a Prodi.
Per vedere come veniva usato questo cellulare viene indagato Prodi, proprio per poter chiedere al Parlamento l'autorizzazione a utilizzare e indagare su quei tabulati.
Poi Mastella, l'ultimo degli indagati perché appena viene indagato, allora ministro della Giustizia - siamo all'ottobre del 2007 - De Magistris si vede togliere anche questa indagine.
Bene, queste tre indagini, secondo tutti questi processionari che vanno a Salerno, sarebbero viziati da gravi reati commessi da De Magistris: fughe di notizie, abusi.
Perché vanno a Salerno a denunciare De Magistris? Perché Salerno è competente a indagare sugli eventuali reati commessi da magistrati di Catanzaro.
Per fortuna i magistrati di Catanzaro non possono indagare su se stessi, indaga Salerno.
Se poi Salerno ha commesso irregolarità, indaga Napoli. Su Napoli indaga Roma, su Roma indaga Perugia e così a catena.
Una volta c'erano le competenze incrociate tra le procure: Perugia indagava su Roma e Roma su Perugia.
Brescia indagava su Milano e Milano su Brescia.
Genova su Torino e Torino su Genova.
Catanzaro indagava su Salerno e Salerno su Catanzaro.
Ma se io indago su Beppe Grillo e Beppe Grillo indaga su di me, alla fine può capitare che, se siamo due poco di buono, ci mettiamo d'accordo: io non indago su di te, tu non indaghi su di me, una mano lava l'altra e così continuiamo a fare le nostre porcherie, indisturbati.
Ecco perché, nel 1998, furono cancellate le competenze incrociate e quindi si stabilì che se io indago su Grillo, lui non può indagare su di me: su di me deve indagare una terza persona, in modo che così non ci possiamo mettere d'accordo perché non abbiamo il do ut des.
Quindi Salerno è competente per indagare sui reati dei magistrati di Catanzaro, e lì arrivano coloro che vogliono denunciare De Magistris per quello che ha fatto a Catanzaro.
Ma anche De Magistris a Salerno fa delle denunce: denuncia a sua volta i sui superiori e alcuni suoi imputati, avvocati di suoi imputati, giornalisti al seguito dei suoi imputati o dei suoi superiori, che secondo lui lo avrebbero screditato, calunniato, isolato, espropriato delle sue inchieste.
Insomma, avrebbero creato i presupposti per levare prima le inchieste e poi lui.
Quindi i magistrati di Salerno non possono fare altro, perché ricevono queste denunce, di De Magistris e contro De Magistris, essendo competenti devono approfondirle per vedere quali sono fondate e quali no.
La legge glielo impone, è obbligatoria l'azione penale.
Ricevi una denuncia, devi verificarla.
Quindi cominciano a lavorare, per mesi e mesi, nessuno ne sa niente, di quello che succede a Salerno.
Lavorano in silenzio, nessuno li ha mai visti in televisione, nessuno li ha mai sentiti parlare, nessuno sa nemmeno che faccia abbiano i pubblici ministeri Gabriella Nuzi e Dionigi Verasani e il loro capo che si chiama Luigi Apicella.
A un certo punto, questi tre magistrati di Salerno vengono sentiti dal Consiglio Superiore: la prima volta nell'ottobre dell'anno scorso, quattordici mesi fa, l'altra volta il 9 gennaio di quest'anno, undici mesi fa.
Vennero sentiti perché, fermo restando che loro si occupano delle questioni penali, se ci sono reati negli uffici giudiziari di Catanzaro, il CSM si occupa dei profili disciplinari e di incompatibilità.
Anche se non c'è un reato da parte di un magistrato, se si scopre che un magistrato ha violato le regole deontologiche della sua professione deve essere punito.
Se invece è in condizioni di incompatibilità, cioè non può stare in quel posto, non per colpa sua ma perché magari è parente di qualche avvocato, amico di qualche avvocato, fidanzato di qualche avvocato, fidanzato o parente o amico di qualche indagato... non è colpa sua ma non è bene che stia lì, ma da un'altra parte.
Trasferimento per incompatibilità ambientale oppure procedimento disciplinare nel caso in cui un magistrato, pur non commettendo reati, abbia fatto delle scorrettezze di tipo professionale.
Quindi, il CSM sente i magistrati di Salerno per capire che cosa sta emergendo.
Anche perché il CSM, in quel momento, deve decidere sul trasferimento proposto dal procuratore generale della Cassazione in seguito alle ispezioni ministeriali disposte prima da Castelli e poi, soprattutto, da Mastella contro De Magistris, per incompatibilità ambientale con Catanzaro e funzionale con il ruolo di PM.
Vogliono capire che cosa sta emergendo per poter farsi un'idea di qual è il caso De Magistris e, nello stesso tempo, farsi un'idea se ci sono altri, a Catanzaro, che è meglio mandare via oppure sanzionare.
I pubblici ministeri di Salerno raccontano, per ore e ore, quello che sta emergendo dalle loro indagini.
E quello che raccontano è clamoroso: dicono che le denunce contro De Magistris si sono rivelate totalmente infondate.
Cioè non risulta che De Magistris abbia fatto nessuna scorrettezza, anzi dicono: "le indagini di De Magistris sono corrette, non emergono reati a carico di De Magistris" e quindi tutte le denunce che sono state presentate contro di lui, erano decine e decine, saranno archiviate.
E infatti, pochi mesi dopo, arriva l'archiviazione per tutte le indagini su De Magistris che viene liberato da ogni sospetto.
Le sue indagini erano doverose, tutto quello che ha fatto l'ha fatto bene, in buona fede.
Anche l'iscrizione di Mastella sul registro degli indagati era doverosa, si imponeva in base agli elementi che erano venuti fuori, niente da eccepire.
Il CSM dovrebbe prendere atto del fatto che, comunque, si è stabilito che De Magistris si è comportato correttamente.
Il CSM se ne infischia e lo trasferisce con dei cavilli, che non sto qui a spiegare ma poi vi dico, se volete approfondire, quali libri potete trovare che lo spiegano.
Invece, i magistrati di Salerno, sempre nell'audizione al CSM del 9 gennaio di quest'anno, raccontano anche che cosa sta emergendo sull'altro tipo di denuncia, quella fatta da De Magistris contro quel comitato trasversale, quello che lui chiama la nuova P2.
Non c'è più Licio Gelli, ci sono alcuni piduisti.
Ma non è un problema di ex iscritti alla P2, il problema è un network di persone che dovrebbero controllarsi le une con le altre e che invece stanno pappa e ciccia e si coprono a vicenda.
E quando arriva qualche magistrato che sta fuori dal network, libero e indipendente come De Magistris, si coalizzano per andargli addosso e fare in modo che se ne vada.
Quindi è necessario che ci siano magistrati, giornalisti, politici, avvocati, faccendieri, imprenditori, qualche bel mafiosetto... eccetera.
Tutti insieme contro di lui, questa è la denuncia di De Magistris.
Queste denunce, secondo i magistrati di Salerno, si sono rivelate fondate.
Tant'è che dicono e rimane scritto nel verbale che firmano nell'audizione al CSM, che De Magistris è stato costretto a lavorare "in un contesto giudiziario fortemente condizionato da interessi extragiurisdizionali, talvolta illeciti, perché ci sono magistrati legati ad avvocati, imputati" che poi ricevono dei favori, moltissimi favori.
Per esempio hanno ricevuto magistrati da Saladino, che ha fatto assumere loro amici, parenti, nelle sue società e quindi ha un credito di riconoscenza, e questi magistrati hanno un debito, e infatti si sono dedicati tutti a interferire nel lavoro di De Magistris che su Saladino stava indagando.
Viene fuori, quindi, un quadro gravissimo.
Fermo restando che la procura di Salerno deve occuparsi dei reati di questi magistrati di Catanzaro, il CSM dovrebbe prendere immediatamente la palla al balzo per punire disciplinarmente o trasferire da Catanzaro tutti quelli che risultano incompatibili.
Chi ha ricevuto favori, a Catanzaro, da un imprenditore calabrese come Saladino, indagato in questa inchiesta, come minimo deve essere cacciato e mandato da un'altra parte.
Invece il CSM non fa nulla: cioè trasferisce De Magistris, la vittima del presunto complotto, ma gli autori del presunto complotto li lascia tutti al loro posto.
Tant'è che, l'altro giorno, i magistrati di Salerno sono andati a perquisirli e a notificargli che sono indagati e li hanno trovati tutti al loro posto, a Catanzaro.
Pensate, se il CSM avesse fatto il suo dovere di mandarne via qualcuno, di sospenderne qualcuno e di punirne qualcuno, l'altro giorno quando c'è stato il blitz, avrebbe potuto dire "ma noi avevamo già provveduto, avevamo già risolto il problema, adesso vedete se hanno commesso anche reati".
Paradossalmente, anche se il CSM ritiene che De Magistris meritasse di andare via, anche gli altri dovevano andare via.
Se è vero che quando c'è una contesa si mandano via tutti, se questa è la prassi che adotta il CSM, mandassero via anche quelli che hanno ostacolato De Magistris.
Invece no, sono rimasti tutti al loro posto e così l'effetto del blitz di Salerno a Catanzaro è stato dirompente, perché stavano tutti lì, nell'esercizio delle loro funzioni.
Come se nulla fosse stato detto a gennaio dai magistrati di Salerno, che avevano avvertito il CSM di come stavano andando le indagini e quale direzione avrebbero preso.
Questo è l'antefatto.
Noi abbiamo una procura che, per legge, deve indagare su quelle denunce e se le ritiene fondate deve perseguire i reati commessi da questi magistrati di Catanzaro.
Quindi cosa fanno? A un certo punto, dato che si stanno anche occupando dell'insabbiamento delle indagini di De Magistris perché l'ipotesi d'accusa è che sia stato privato delle sue indagini perché venissero date a colleghi più malleabili, i quali con i soliti giochi di prestigio, stralci, archiviazioni, parcellizzazione del materiale alla fine hanno insabbiato tutto.
Voi sapete che a De Magistris l'indagine Poseidone sui depuratori l'ha tolta il suo capo, non appena ha indagato l'On. Pittelli di Forza Italia.
Pittelli è anche l'avvocato del procuratore capo, amico del procuratore capo dell'epoca, Lombardi, il quale ha una seconda moglie che ha un figlio da un altro uomo.
Il figlio della seconda moglie di Lombardi è socio in affari dell'On. Pittelli.
Possibile che il procuratore capo tolga a De Magistris l'indagine appena indaga Pittelli che è socio del figlio della sua convivente?
Questo, per esempio, è il primo caso scandaloso.
Secondo caso: non appena viene indagato Mastella, il procuratore generale Dolcino Favi, facente funzioni perché lui era l'avvocato generale dello Stato, toglie a De Magistris anche l'indagine Why Not, dove sono indagati Prodi, Mastella, Saladino e gli altri.
Con quale argomento?
Dicendo che dato che Mastella gli ha mandato gli ispettori e poi ha chiesto al CSM di trasferirlo, allora De Magistris non può indagare su Mastella perché vuol dire che ce l'ha con lui, è in conflitto di interessi.
In realtà è troppo comodo: è un po' come sostenere che nella favola del lupo e dell'agnello ha ragione il lupo, che sta a monte e accusa l'agnello di intorbidargli l'acqua a valle.
Lì non era Mastella vittima di De Magistris, era De Magistris vittima di Mastella.
Non è che De Magistris ce l'aveva con Mastella, era Mastella che ce l'aveva con De Magistris perché stava lavorando su di lui e quindi ha chiesto di trasferirlo prima di essere indagato.
Poi De Magistris l'ha indagato e il procuratore generale gli ha detto che non poteva indagare perché ce l'hai con Mastella!
Il ribaltamento totale della logica.
Tolta anche l'indagine Why Not, gli restava toghe lucane sul malaffare politico-affaristico-giudiziario in Basilicata, dirompente anche questa perché è un'indagine che coinvolge addirittura un ex big del CSM, cioè l'On. Buccico, sindaco di Matera, parlamentare di AN, un avvocato importante.
Anche lui indagato.
Quell'indagine, toghe lucane, insieme al fatto che coinvolge un sacco di magistrati della Basilicata, De Magistris riesce a portarla a termine ma non proprio fino alla fine.
Quando lo trasferiscono da Catanzaro a Napoli, ormai l'inchiesta è finita e allora fa gli avvisi di chiusura delle indagini, cioè avvisa gli indagati che le indagini sono finite e hanno venti giorni di tempo per chiedere un supplemento istruttorio.
Dopodiché, farà le richieste di rinvio a giudizio e chiuderà il suo lavoro in quell'indagine.
Bene, gli impediscono anche di fare quei venti giorni per poter scrivere le richieste di rinvio a giudizio.
Lo cacciano da Catanzaro, fisicamente, un attimo prima che lui sia riuscito a scrivere le richieste di rinvio a giudizio.
Nessuna, quindi, delle tre indagini clamorose si è conclusa con la firma di De Magistris.
Perché dico questo? Perché il CSM sapeva che i magistrati stavano scoprendo che queste indagini gli erano state tolte per brutti fini.
Sapeva che secondo la procura di Salerno competente, aveva ragione De Magistris e torto i suoi avversari.
Sapeva soprattutto, il CSM, perché la procura di Salerno lo informava, che da mesi la procura di Salerno stava chiedendo a quella di Catanzaro la copia degli atti delle indagini Why Not sulla quale si stava, appunto, indagando per verificarne l'eventuale insabbiamento.
Una volta l'hanno chiesta, due volte, tre, quattro... sette volte la procura di Catanzaro rifiuta a quella di Salerno l'invio delle copie di questa indagine.
Ecco perché l'altro giorno c'è stato il blitz: perché quelli di Salerno, che ormai aspettavano da quasi un anno quegli atti e se li vedevano negare illegalmente - non puoi rifiutarti di esibire un atto che un magistrato competente ti chiede - sono andati a prenderseli.
Con la polizia giudiziaria sono andati lì, hanno spazzolato tutto ciò che c'era nelle cassaforti, cassetti, uffici e anche nelle abitazioni.
Nei computer privati dei magistrati.
Dice: "ma uno è stato denudato".
A parte che quelli di Salerno dicono che non è vero, ma in ogni caso se uno è in pigiama e si cerca un pen drive e non lo si trova, per evitare che se lo sia messo nelle mutande è giusto perquisirlo anche corporalmente, è una cosa che succede a chiunque venga perquisito quando si cerca non un transatlantico ma un temperino!
I magistrati sono soggetti alla legge come tutti gli altri.
Quello era un magistrato indagato, quello che è stato forse perquisito anche nel pigiama.
Se gli davano le carte, non andavano a prenderle. Non gliele hanno date: sono andati a prendersele.
Illegalmente? No, con un provvedimento di sequestro perfettamente motivato.
Sono 1700 pagine. Se qualcuno ha voglia di farsi un'idea precisa su questo caso, gli suggerisco di perdere una giornata e di leggersi almeno le parti sottolineate di questo decreto di perquisizione, che è rintracciabile sul blog di Carlo Vulpio, giornalista valoroso del Corriere - che infatti non viene più fatto scrivere su questa storia, carlovulpio.it, e sul nostro www.voglioscendere.it.
Se la leggete scoprite un sacco di cose scandalose, delle quali i giornali, salvo rare eccezioni, non parlano.
Perché parlano di guerra fra procure, che non esiste.
Salerno legittimamente va a prendersi le carte e a fare le perquisizioni, è competente.
Catanzaro fa una cosa che non potrebbe fare: il procuratore generale di Catanzaro se ne va in TV a dire che l'atto di Salerno è eversivo e in realtà compie lui un atto che se non è eversivo sicuramente è poco regolare.
Perché incrimina lui i colleghi di Salerno che lo hanno incriminato, come se fosse competente lui!
A parte che lui è un procuratore generale e non può indagare, può farlo il procuratore capo.
Ma soprattutto lui è procuratore generale di Catanzaro e i reati di Salerno li valuta Napoli, quindi se voleva denunciare dei reati di Salerno doveva fare un esposto a Napoli.
Poi se sei parte in causa, addirittura indagato, come puoi pensare di indagare sui tuoi indagatori!
C'è un conflitto di interessi clamoroso, e infatti per legge chi è parte in causa, da magistrato, deve astenersi in un processo.
Non c'è una guerra fra due cattivi: c'è un atto legittimo e doveroso della procura di Salerno al quale si risponde con atti abusivi e abnormi da parte di quella di Catanzaro.
E' questa che viene definita la guerra fra procure, perché bisogna fare pari e patta.
Allora come si fa a controbilanciare l'abominio di quello che ha fatto Catanzaro? Bisogna addebitare qualcosa a Salerno.
E dato che Salerno non ha fanno nulla di male, ecco che ci si inventa il fatto che li hanno fatti denudare, anche se non è vero - c'è stata forse una perquisizione corporale di un indagato in pigiama, visto che erano le 7 del mattino -, si inventa che sarebbe abnorme il decreto di sequestro degli atti solo perché è di 1700 pagine.
Perché, c'è una legge che stabilisce quante pagine deve avere un decreto?
Se ne facevano due, di pagine, avrebbero detto "son due paginette, non c'è niente, è tutto campato per aria".
Se lo motivi bene, con 1700 pagine, non va bene lo stesso.
E poi dicono: "sono andati a sequestrare l'originale di un fascicolo giudiziario in corso, bloccando l'attività di indagine".
A parte che languivano per conto loro da mesi, da quando le avevano tolte a De Magistris, ma è chiaro che il sequestro serviva a fare le fotocopie, cioè ad avere quella copia che Catanzaro non aveva mai mandato.
Non è che bloccavano per sempre le indagini.
Bene, per queste quisquilie il Capo dello Stato ha addirittura chiesto gli atti dell'indagine a Salerno, prima di fare lo stesso con Catanzaro.
Come se Salerno dovesse rendere conto al Capo dello Stato di quello che fa.
Questo sì è un atto inaudito, mai visto, mai sentito: il Capo dello Stato che chiede degli atti a una procura.
Come si deve sentire un magistrato di Salerno se il Capo dello Stato gli chiede gli atti quando lui sta facendo semplicemente il suo mestiere, il suo dovere previsto dalla legge?
Apoteosi finale: il CSM nel giro di 24 ore - non so come abbiano fatto a leggersi 1700 pagine in 24 ore, io ci sto provando da giorni e ancora non sono riuscito a finire - valuta il tutto con la rapidità della luce e propone al plenum di trasferire sia il procuratore generale di Catanzaro, quello che ha detto che i suoi colleghi erano eversori, sia quello di Salerno che ha fatto semplicemente il suo dovere!
Pari e patta, guerra fra procure.
Ecco perché i giornali e i politici hanno detto "guerra fra procure", perché dovevano coprire un atto incredibile come quello commesso dal Capo dello Stato, mai visto, e uno altrettanto incredibile fatto dal CSM.
Facciamo finta che De Magistris abbia torto, che abbia sbagliato tutto, che sia un incapace come ci viene raccontato.
Allora, per quale motivo non si lascia che concluda le sue indagini? E non si lascia che Salerno, competente su quella faccenda, concluda le sue?
Se è un incapace e viene sempre smentito dai giudici, dai GIP, dai tribunali del riesame, lasciate che finisca le sue indagini, che finisca davanti a un GIP o a un riesame che gliele bocci.
Così fa brutta figura De Magistris!
Perché, invece, gliele tolgono sempre prima in modo da consentirgli di dire che gliele hanno impedite di concludere?
Allora vuol dire che hanno paura che non sia così incapace. Hanno paura che abbia scoperto delle cose molto gravi, altrimenti se uno deve andare a sbattere lascialo andare a sbattere, no?
Allo stesso modo, se ha torto, si lasci che concluda la procura di Salerno. Se poi la procura di Salerno ha a sua volta torto, ci sarà un GIP, un tribunale del riesame, un tribunale normale, una corte d'appello, una Cassazione che darà torno a Salerno.
Perché impedire a Salerno di andare avanti con questi atti violenti, trasferimento del capo, ispezioni ministeriali del solito Alfano, avvertimenti strani del Capo dello Stato, CSM scatenato, politici e giornali pure?
Viene persino il dubbio che loro l'abbiano capito chi aveva ragione e chi aveva torto.
Però devono continuare a raccontarci che sono tutti uguali, che c'è una guerra fra bande così hanno la scusa per mettere le mani sulla giustizia.
Una volta si pensava alla Berlusconi che le mani sulla giustizia le potesse mettere la politica contro il volere della magistratura, adesso si sta cercando di coinvolgere una parte, la peggiore, della magistratura, il peggior CSM che si sia mai visto, e un Capo dello Stato che sicuramente non sta brillando per le sue funzioni di garanzia, proprio perché collaborino tutti quanti alla normalizzazione di quei pochi magistrati e quelle poche procure che ancora fanno il loro dovere senza guardare in faccia a nessuno.
Per fortuna la verità è più forte di qualunque pressione, per cui chiusa una porta esce dalla finestra, chiusa la finestra la verità rompe il vetro.
Quindi, chi pensava di archiviare il caso De Magistris e quello collegato della Forleo, adesso è di nuovo preoccupato perché cacciati i due magistrati, la verità sta tornando fuori più prepotente che mai.
Per chi la vuole conoscere fino in fondo suggerisco, per Natale, dei libri: Roba Nostra di Carlo Vulpio, pubblicato da Il Saggiatore; Il caso De Magistris, di Antonio Massari pubblicato da Aliberti; Il caso Forleo, sempre di Antonio Massari pubblicato sempre da Aliberti.
Poi c'è il nostro vecchio Toghe Rotte di Bruno Tinti, che spiega i meccanismi, e c'è il nostro Mani Sporche dove c'è l'inizio del caso De Magistris. Poi tutti gli sviluppi li trovate in un libro che sta per uscire, Per chi suona la banana, pubblicato per Garzanti, che raccoglie gli articoli che ho dedicato anche a questi casi sull'Unità.
Vi saluto e come al solito, dopo la lettura, passate parola!"
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09/12/2008

c'è crisi...c'è molta crisi!

Anche senza una guerra atomica, siamo comunque già alla catastrofe!

Vi faccio un esempio molto banale, tratto dalla mia esperienza quotidiana...
Nella mia zona, l'economia è basata sull'agricoltura e sul turismo...
Particolarmente importante è l'allevamento delle mucche da latte per la produzione del Parmigiano Reggiano...ebbene forse non tutti sanno che quasi tutti i produttori di latte stanno chiudendo!
Praticamente vanno avanti in perdita da parecchi anni.  Il prezzo del latte per i produttori è lo steeso di 20 anni fa, ma nel frattempo tutte le spese sono aumentate, ovviamente!
Inoltre, anche come conseguenza di alcune leggi per la protezione delle mucche (devono essere libere e non più legate alla mangiatoia) molti produttori hanno dovuto sostenere ingenti spese per l'ammodernamento delle stalle o la costruzione ex novo... sperando in contributi che poi quasi sempre non sono arrivati!
La conclusione è che i produttori sono fortemente indebitati con le banche e non riescono più a pagare nemmeno l'interesse sul debito!
Dunque i produttori sono costretti a chiudere e non trovano nemmeno a chi vendere le quote latte.
La diminuita produzione di latte sta mettendo in crisi anche i caseifici, che non riescono più ad ammortizzare le spese con una quantità troppo ridotta di latte, così da 20 caseifici che c'erano nella mia zona, ne sono rimasti solo 4 anch'essi in difficoltà.
Aggiungi il fatto che i giovani raramente rimangono a lavorare nella zona, quindi quasi tutti gli agricoltori sono ormai vicini alla pensione.
Poi anche gli ultimi rimasti sono sempre più disgustati da come vengono trattati dalle industrie , dai veterinari, dai consorzi e dalle burocrazie spesso assurde...
Anche la diffusione degli ogm in ogni parte, la mancata garanzia di qualità dei mangimi (vedi maiali alla diossina) stanno rendendo la vita impossibile anche a chi è rimasto a fare l'agricoltore per passione (e non certo per fare soldi)...la concorrenza con l'agricoltura di pianura e con quella di altri paesi (romania, cina...)sta dando il colpo di grazia.
Pochi sono quelli che stanno puntando sulla qualità e sul biologico, o che cercano di costruire un mercato locale, a chilometro zero...o la creazione di gruppi d'acquisto...che sarebbero le uniche cose intelligenti da fare.
Risultato: Io ho 49 anni e sono uno dei più giovani nella zona, tra pochi anni sarò completamente solo!
E credo che in tutto l'appennino la situazione sia la stessa, se non peggio!
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27/11/2008

nucleare conveniente?

ALESSANDRO PIZZI: OTTO ARGOMENTI CONTRO IL RITORNO AL NUCLEARE
[Ringraziamo Alessandro Pizzi (per contatti: alexpizzi@virgilio.it) per
questo intervento.
Alessandro Pizzi, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel Cimino (Vt),
citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza amministrativa sono
diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo educativo e nel
volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta',
ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza, tra cui l'azione
diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i costruttori di pace"; ha
promosso il corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico di
Orte (istituto scolastico in cui ha lungamente insegnato); e' uno dei
principali animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo. Sul tema del trasporto
aereo, del suo impatto sugli ecosistemi locali e sull'ecosistema globale, e
sui modelli di mobilita' in relazione ai modelli di sviluppo e ai diritti
umani, ha tenuto rilevanti relazioni a vari convegni di studio]

Il nucleare non serve a risolvere il problema energetico.
Una petizione popolare indirizzata al Presidente della Repubblica, al
Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del
Consiglio, lanciata ai primi di settembre dall'associazione "Per il bene
comune" ha per titolo: "Non abbiamo bisogno del nucleare".
Trovo molto appropriato il titolo e del tutto condivisibile il contenuto
della petizione. Per chi volesse firmare l'appello l'indirizzo e':
http://petizione.perilbenecomune.org/
Per giustificare la scelta nucleare viene messa in atto una vera campagna di
disinformazione.
*
1. Chi vuole il nucleare afferma che l'energia prodotta ha costi bassi e
favorisce l'indipendenza energetica.
Non e' vero che il nucleare ci libera dalla dipendenza dall'estero, tanto e'
vero che l'uranio, l'Italia dovrebbe importarlo. L'uranio non e'
inesauribile e ha un costo che da 2001 al 2007 e' moltiplicato per dieci.
Studi come "The economic future of nuclear power" condotto dall'Universita'
di Chicago nell'agosto 2004 per conto del Dipartimento dell'energia
statunitense sui costi del nucleare confrontati con quelli relativi alla
produzione termoelettrica da gas naturale e carbone, o "The future of
nuclearpower" pubblicato nel 2003 dal Massachusetts Institute of Technology,
dimostrano come i costi del nucleare sono maggiori rispetto a quelli
relativi alla produzione termoelettrica da gas naturale e carbone. Secondo
una stima del dipartimento dell'energia degli Usa i costi dell'elettricita'
da nuovi impianti in funzione al 2015 e al 2030 sono: Carbone 56,1 dollari
per MWh al 2015 e 53,7 al 2030; Gas 55,2 dollari per MWh al 2015 e 57,2 al
2030; Eolico 68,0 dollari per MWh al 2015 e 67,9 al 2030; Nucleare 63,3
dollari per MWh al 2015 e 58,8 al 2030 (fonte: Eia/Doe 2007 Annual
Forecast - valori espressi in  dollari del 2005 per MWh. Inoltre e' da
tenere presente che per gli impianti nucleari negli Usa e' previsto un
sussidio di 18 dollari al MWh. Tra costo industriale e sussidio il costo
raggiunge circa gli 80 dollari al MWh).
Non c'e' da stupirsi se l'Enel e Edison si dichiarano pronti a coprire il
15-20% del fabbisogno elettrico al 2030 con 10-15 centrali. Piu' la bolletta
e' alta, piu' si consuma, piu' guadagnano.
*
2. Altra menzogna e' raccontata a proposito del risparmio sull'emissione di
gas ad effetto serra come l'anidride carbonica.
Non si dice che gli impianti nucleari richiedono enormi quantita' di acciaio
speciale, zirconio e cemento, materiali che per la loro produzione
richiedono carbone e petrolio. Anche le altre fasi della filiera nucleare,
dall'estrazione del minerale d'uranio, alla produzione delle barre di
combustibile, fino al loro stoccaggio e riprocessamento fanno si' che le
emissioni indirette della produzione di un kWh da energia nucleare e'
comparabile con quella del kWh prodotto in una centrale a gas.
*
3. I fautori del nucleare affermano che oggi le centrali sono piu' sicure.
Con la tecnologia oggi disponibile rimangono irrisolti tutti i problemi di
sicurezza e dello smaltimento delle scorie. Da mettere in evidenza le
conseguenze sulla salute dei cittadini per la fuoriuscita dalle centrali
anche di piccole dosi di radioattivita'. La ricerca sui reattori sicuri
"Generation IV" promossa dagli Stati Uniti insieme ad altre nazioni, a cui
si e' aggiunta anche l'Italia, sui reattori raffreddati ad acqua o a gas e
su quelli a spettro veloce, si e' posta l'obiettivo di pervenire entro il
2030 a un prototipo di reattore, quindi siamo lontani dall'oggi. Per quello
che riguarda lo smaltimento delle scorie radioattive, ricordo che secondo
l'inventario dell'Apat (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i
Servizi Tecnici) in Italia c'e' una montagna di rifiuti altamente
radioattivi: circa 25.000 m3 di rifiuti, 250 tonnellate di combustibile
irraggiato - pari al 99% della radioattivita' presente nel nostro Paese -, a
cui vanno sommati i circa 1.500 m3 di rifiuti prodotti annualmente da
ricerca, medicina e industria e i circa 80-90.000 m3 di rifiuti che
deriverebbero dallo smantellamento delle quattro centrali e degli impianti
del ciclo del combustibile, che aspettano ancora un sito sicuro per lo
smaltimento.
*
4. Centrali e bombe nucleari sono strettamente connesse.
La relazione tra il nucleare civile e quello militare e' strettissima, tanto
e' vero che, ad esempio, all'Iran gli Usa vogliono proibire la costruzione
di centrali nucleari con l'accusa che utilizzerebbe parte della filiera per
la costruzione di bombe atomiche.
*
5. La propaganda menzognera afferma che il nucleare serve per risolvere il
problema energetico.
Il nucleare produce solo energia elettrica. Anche se il Governo fosse in
grado di costruire le centrali nucleari necessarie a coprire il 25% del
fabbisogno di energia elettrica, come recentemente sostenuto dal Ministro
Scajola, darebbe un modesto contributo al bilancio energetico nazionale.
Infatti in Italia secondo i dati del Bilancio energetico nazionale del
Ministero dello Sviluppo Economico e una elaborazione dell'Enea sui consumi
finali per il 2007 l'elettricita' rappresenta solo il 18%, contro il 48% di
petrolio, il 29% di gas e il 5% di carbone, cosi' distribuiti per settori:
Trasporti: 97% petrolio, 1% gas, 2% elettricita'; Industria: 19% petrolio,
40% gas, 12% carbone, 29% elettricita'; Residenziale e Terziario: 11%
petrolio, 55% gas, 4% carbone, 30% elettricita'.
Quindi con il nucleare si andrebbe a coprire con l'ipotesi Enel tra il 2,5%
e il 3,6% di tutti i consumi finali, e secondo Scajola il 4,5% di tutti i
consumi finali. Questo sarebbe il contributo del nucleare al problema
energetico nazionale.
Inoltre gli ingenti investimenti per il nucleare toglierebbe risorse per lo
sviluppo delle energie rinnovabili.
La petizione popolare, ricordata all'inizio, riporta che in Italia
basterebbe che venisse coperto di pannelli fotovoltaici solo lo 0,4% delle
superfici costruite per soddisfare l'intero fabbisogno nazionale di energia
elettrica.
Ma c'e' una risorsa ancora piu' importante a mio parere, quella chiamata
efficienza energetica negli usi finali dell'energia elettrica. Uno studio,
commissionato da Greenpeace, dal titolo "La rivoluzione dell'efficienza",
fatto dal Gruppo di ricerca sull'efficienza negli usi finali dell'energia
del Dipartimento di Energetica del Politecnico di Milano, dimostra che il
risparmio di energia elettrica va ben oltre il 20% previsto dal Piano
d'azione per l'efficienza energetica della Commissione Europea con
conseguente diminuzione delle emissioni di CO2.
Va ricordato che L'Unione Europea recentemente ha dato il via libera al
piano sul clima, denominato "20-20-20". Cioe' il raggiungimento del 20%
della produzione energetica da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20%
dell'efficienza e un taglio del 20% nelle emissioni di anidride carbonica.
Traguardi da raggiungere in tutta Europa entro la data del 2020 (per quanto
riguarda l'Italia, dovra' tagliare il 13% di emissioni di C02 nei settori
non inclusi nel sistema di scambio di emissioni (Ets) e dovra' aumentare del
17% i consumi energetici da fonti rinnovabili entro il 2020, rispetto ai
livelli del 2005).
Lo studio sopra richiamato ha preso in considerazione i settori
Residenziale, Terziario commerciale, Terziario pubblico e Industriale con
interventi riguardanti gli usi finali per illuminazione, per i motori
elettrici, per gli elettrodomestici e, inoltre, per la riduzione del consumo
dovuto allo stato di Stand-by e per consumi a vuoto (per esempio un impianto
di illuminazione o ventilazione in funzione fuori dalle ore di uso di un
ufficio; nastri trasportatori, macchinari, aria compressa in funzione senza
utilizzo nell'industria), per  l'aumento dell'efficienza di treni e tram,
per la produzione di acqua calda sanitaria con solare termico, per le
lavatrici e lavastoviglie con alimentazione di acqua calda prodotta
esternamente, per esempio collegandole all'impianto a gas per l'acqua calda
o meglio ancora all'impianto di pannelli solari termici escludendo la
resistenza elettrica e per interventi sull'involucro edilizio per il
raffrescamento passivo a basso consumo.
"Il Rapporto ci presenta una buona notizia. Esiste in Italia un potenziale
di efficienza ampiamente ottenibile entro il 2020 e superiore al 20% che, se
realizzato, produrrebbe benefici economici netti. E' possibile tagliare 50
milioni di tonnellate di CO2 rispetto allo scenario tendenziale con un
vantaggio economico per la societa' e aumentando l'occupazione". Cosi' si
esprime lo studio del Politecnico di Milano.
*
6. Investimenti e fonti energetiche rinnovabili.
Per ottenere il risparmio di energia elettrica e per la diffusione delle
energie rinnovabili e' necessaria una volonta' politica per un consistente
investimento. Investimento che, come ampiamente dimostrato dal rapporto "La
rivoluzione dell'efficienza", ha un ritorno benefico sull'ambiente
(significativa diminuzione delle emissioni di  CO2) e sull'economia in
termini di occupazione e risparmio. Il gruppo di ricerca afferma: "Nel
complesso per raccogliere il potenziale economicamente conveniente
occorrerebbero investimenti in tecnologie e programmi per circa 80 miliardi
di euro (circa 5,7 miliardi/anno negli anni dal 2007 al 2020), con un
beneficio economico che si protrarra' nel tempo fino al 2040. Il beneficio
economico cumulato netto, cioe' la riduzione della bolletta elettrica meno
gli investimenti sopra citati, risulterebbe di 65 miliardi di euro
attuali... In termini occupazionali, in base a una analisi di casi
internazionali, si stima un aumento dell'occupazione tra 46.000 e 80.000
posti di lavoro per 14 anni".
*
7. Cambio di stile di vita.
Risparmio di energia elettrica con conseguente minore emissioni di gas ad
effetto serra puo' essere ottenuto anche con atti di responsabilita'
personale, con un cambio di stile di vita.
Voglio fare solo alcuni esempi. Per capire come cambiare stili di vita per
non utilizzare inutilmente l'energia, per diminuire le emissioni di gas
serra e per vivere in armonia con noi stessi e con il pianeta rimando al bel
libro di Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli. Manuale di
ecoazioni individuali e collettive, Feltrinelli, Milano 2007.
Esempi. Si puo' vivere benissimo con meno elettrodomestici, cito dal libro
di Marinella Correggia: "Meno elettro- piu' 'mano-domestici'. Ogni gesto una
macchina? Grattugia, spremiagrumi, coltello, apriscatole, scopa,
radiosveglia, spazzolino, rasoio, scale, tutto elettrico? E' ora che si
facciano avanti i 'manodomestici', che aiutano senza clic"; a proposito
della lavastoviglie: "Non l'ha ordinata il medico. Nelle famiglie piccole
lavare i piatti a mano puo' essere un buon esercizio di meditazione o
socializzazione e se ben fatto risparmia acqua, prendendo poco tempo"; a
proposito di divertimenti: "Divertirsi si' ma... perfino i divertimenti
incidono parecchio; oltre a notti bianche, discoteche e concerti, non appena
apre una sala multimediale la potenza richiesta agli installatori e' enorme:
dell'ordine di 500 Kw"; per non parlare delle partite di calcio giocate in
notturna, non certo per esigenze sportive ma solo per motivi commerciali
delle televisioni che le trasmettono; e' stato calcolato ("Terna Web
Magazine" del 10 luglio 2008) che per illuminare lo stadio Olimpico di Roma
per i 90 minuti della partita si consumano 5372 Kwh, 4,5 volte il consumo
pro capite in un anno dei cittadini dei capoluoghi di provincia.
*
8. Conclusione.
L'introduzione delle energie rinnovabili, soprattutto il solare fotovoltaico
e termodinamico, l'introduzione delle tecnologie per l'efficienza negli usi
finali di energia elettrica e il risparmio possono escludere completamente
il ricorso al costoso e pericoloso nucleare.
Il 4 novembre 2008 la Camera ha compiuto il primo passo per il ritorno al
nucleare con l'approvazione dell'Agenzia per la sicurezza delle centrali
atomiche, che secondo i piu' ottimisti dovrebbero entrare in funzione nel
2020, per arrivare a regime nel giro di una decina di anni.
Se il Governo vuole ritornare al nucleare non lo fa per questioni di
energia, ma per favorire qualche industriale, a partire da chi si occupa di
acciaio e cemento, e per controllare il territorio, per ridurre gli spazi
della partecipazione democratica dal basso della popolazione alle scelte
politiche. Tanto e' vero che il pacchetto approvato alla Camera addirittura
prevede la "militarizzazione" dei territori su cui dovranno sorgere le
centrali nucleari e anche la possibilita' di commissariamento se non si
trova l'accordo con la popolazione.
A noi il compito di svelare le menzogne dei potenti, di fare informazione
corretta e di facilitare la partecipazione consapevole dei cittadini alle
scelte politiche.
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12/11/2008

obama...

I primi passi di Obama mi sembrano deludenti, come temevo...ad ogni modo meglio lui che Bush.
Probabilmente gli alieni si sono resi conto della crisi di credibilità che andava crescendo nel mondo e hanno cercato di rinnovare la loro immagine, per limitare i danni e mantenere un minimo di consenso...
D'altra parte la crisi economica, finanziaria, sociale, militare, politica ha iniziato a risvegliare parecchie persone  ed il modello bush non poteva reggere a lungo.

Ma in fondo gli alieni sanno che la crisi è irreversibile ed il tempo del consenso è ormai finito.
Presto si giocherà a carte scoperte.
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06/11/2008

Obama ha vinto e credo non potesse andare meglio... 
La catastrofe economica,ambientale,militare ecc.. che gli americani stanno affrontando,è sicuramente un grande stimolo al cambiamento ed Obama era l'uomo giusto al posto giusto per ridare un po' di fiducia.

Non sono però convinto che gli americani siano particolarmente democratici

Nonostante il popolo americano sia da sempre un popolo sradicato e colonizzatore, quindi abituato a convivere con altre razze, non vi è dubbio che la classe dominante sia bianca e di origine anglosassone.
Dubito che Obama possa avere molto spazio di manovra,schiacciato come sarà tra le lobby del petrolio e delle armi e le pressioni dei gruppi che lo vedrebbero volentieri morto!

Temo farà la fine di Lincoln, di Martin luther king, di Malcolm x.

Gli auguro comunque di lasciare un segno positivo nella storia, non lo conosco, ma mi sembra una persona intelligente e sensibile, determinata ed ambiziosa.

E' forse l'unico presidente americano che mi ha suscitato qualche simpatia! Staremo a vedere!

Comunque il colore della pelle non è di per sè garanzia .
E spesso le persone meticce, hanno crisi d'identità.





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28/10/2008

islam e occidente

Caro Reza, scrivo qua, perchè non riesco a commentare...non so che gli prende a splinder, oggi...
Caro Reza, è bello sapere che qualcuno ancora mi legge...e mi piace pensare che i musulmani che tu conosci possano essere in sintonia con i pensieri da me espressi (in questo post che è di Bifo Berardi e non mio, ma che condivido pienamente.)
Bifo è un attivista dei movimenti studenteschi del 68 e del 77 e delle lotte noglobal, fondatore di una delle prime radio libere, non commerciali, negli anni 70 a Bologna.
Io da anni seguo un cammino simile a quello da lui auspicato.
Quando dici che nella totalità del pensiero occidentale non c'è niente che possa portare a realizzare queste idee, dunque credo che ti sbagli.
Certo non è l'idea occidentale prevalente, ma esistono milioni di persone in europa che si interessano alle idee della decrescita, dell'ecologismo, della solidarietà internazionale,della Pace, del rispetto delle differenze...
Dal 68 ad oggi c'è una vasta elaborazione di pensiero che non mi sembra giusto ignorare o trascurare.

Io ho seguito un percorso nato dall'interesse per l'ecologia e dallo studio delle culture dei popoli nativi, in particolare gli indiani d'america.
Questo percorso mi ha portato ad abbandonare la città in cui sono nato e a sperimentare nuove forme di convivenza, diverse dalla famiglia classica...più vicina ad una struttura tribale o di famiglia allargata.
La vita naturale e le cerimonie sacre di tipo sciamanico mi hanno aperto nuovi orizzonti e dato la forza di affrontare molte cose che non mi piacevano.

Ma esistono altre strade e molto spesso le ho incrociate nel corso della mia vita, ed è bello vedere come anche persone diverse, con diverse origini, esperienze, fedi, possano capirsi, incontrarsi e fare anche lotte simili.

A dire il vero, da amico, non ho avuto la fortuna di incontrare molti islamici vicini al mio pensiero e quindi non mi faccio molte illusioni su come potrebbe migliorare l'occidente grazie all'islam, ma non nego che un contributo significativo possa venire anche da lì.

Se hai letto il mio racconto Memorie di Nyo puoi farti un'idea di quello che è il mio percorso e quali sono le mie aspettative per il futuro.

Un abbraccio e spero di continuare con te ed altri un confronto su questi ed altri temi, anche se ultimamente non frequento spesso il web... Auguri Falco
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29/07/2008

visioni simili (da Bifo Berardi)

Nove anni dopo Seattle
Una nuova strategia anzi due
Per le donne e per gli uomini
che non accettano la schiavitù e la guerra


Nel 1999 a Seattle cominciò una rivolta morale. Dopo l'attacco contro il
summit del WTO milioni di persone in tutto il mondo dichiararono che il
globalismo capitalista è un fattore di devatazione psichica e ambientale.
Per due anni il movimento globale attivò un efficae processo di critica
delle politiche neo-liberiste, aprendo la strada alla speranza di un
cambiamento radicale.

Poi, dopo la battaglia di Genova cambiò lo scenario narrativo di fondo e la
guerra conquistò il posto centrale della scena. Il movimento non fermò
allora la sua azione, ma la sua efficacia fu rapidamente ridotta a zero,
come dimostrò l'immensa manifestazione mondiale del 15 febbraio del 2003,
che non riuscì a fermare la guerra criminale lanciata dai peggiori
assassini che la storia umana conosca. Il movimento non riuscì a
diffondersi allora nella vita quotidiana della società di tutto il mondo,
non riuscì a dar vita a un processo di autorganizzazione del lavoro
tecnico-scientifico.


Sapporo e il fallimento delle politiche neoliberiste

Oggi, nove anni dopo Seattle, mentre i padroni del mondo si riuniscono a
Sapporo per prendere atto di un fallimento colossale delle loro politiche,
ma anche per ribadirle nonostante tutto, dobbiamo inventare una nuova
strategia per il movimento, anzi forse due.
Una strategia (anzi forse due) che parta dalla consapevolezza che il potere
globale è oggi fondato sulla guerra, e che una dittatura militare sta
prendendo forma nel mondo: una dittatura le cui radici sono profonde nei
processi di produzione, nella cultura razzista e nell'odio interetnico e
inter-religioso che i papi e gli ayatollah hanno seminato nella mente
spaventata e ignorante della maggioranza dell'umanità.

La politica neoliberista ha distrutto l'idea stessa di una sfera pubblica
nel campo dell'economia e in quello dei media. Ha privatiz<zato ogni
frammento della produzione, della comunicazione, del linguaggio e perfino
dell'affettività.

La competizione ha preso il posto della solidarietà in ogni aspetto della
vita eil crimine è divenuto la forma prevalente della relazione economica.
La guerra globale è il compimento naturale di questa mutazione criminale
del modo di produzione capitalista. E la devastazione sistematica
dell'ambiente fisico e psichico è l'effetto naturale di questa mutazione.

l'impero del Caos

Le forze democratiche si aspettano qualche sollievo dalla possibile
vittoria di Barack Obama alle prossime elezioni americane. Ma vediamo bene
il paradosso della situazione. Gli Stati Uniti d'America hanno perduto la
loro egemonia militare, perché il fanatismo religioso, il fondamentalismo
islamico, il nazionalismo russo risorgente, e il terrore sono
strategicamente vincenti nel territorio euro-asiatico. Dall'Afghanistan al
Pakistan dall'Iraq all'Iran al Libano, dal Caucaso all'Ucraina, l'egemonia
occidentale sta perdendo terreno. Inoltre, la crisi finanziaria apre la
strada a un collasso del potere americanom, e la recessione inflattiva che
si sta diffondendo dovunque produce disordine e sfiducia nelle società
occidentali, e queste, prive di una prospettiva egualitaria, si trasformano
in razzismo.

Nel decennio della presidenza Clinton era possibile parlare (seppure mai in
maniera molto convincente) di un Impero americano, ma dopo l'inizio della
guerra infinita, coloro che avevano parlato di impero americano hanno
dovuto parlare di un colpo di stato all'interno dell'impero. Se le cose
sono così dobbiamo ammettere che questo colpo di stato ha ottenuto il suo
scopo. I guerrafondai hanno perso le loro guerre (la guerra in Iraq è stata
un fallimento completo, la guerra in Afghanistan si trascina verso la
sconfitta, la guerra in Iran non si vincerà mai). Cionostante hanno vinto
la guerra per il profitto da petrolio e per un aumento della spesa
militare, e quel che è peggio hanno vinto la loro guerra contro la pace e
contro l'umanità.

Oggi, mentre alla Casa Bianca si può attendere che entri una persona di
sentimenti democratici, l'Impero americano cade a pezzi e il Caos è l'unico
Imperatore del mondo.


una strategia del monastero felice

Che possiamo fare in un panorama distopico di questo tipo? Quale strategia
possono elaborare le donne e gli uomini che vogliono la pace e la
giustizia? Forse non una strategia è quello che ci occorre, ma due. Nessuna
speranza è in vista, dal momento che la svolta criminale del capitalismo
sta producendo effetti irreversibili nella cultura e nel comportamento
della società planetaria, dividendola in tre sezioni prive di ogni
universalità e di ogni sentimento solidale.

Un terzo dell'umanità è unpericolo di vita: la fame si sta diffondendo come
mai prima. La crisi energetica diffonde aggressività e inflazione. La
guerra devatsa le case e le terre.

Un terzo dell'umanità vive in condizioni di sfruttamento semi-schiavistico,
con orari di lavoro che non hanno più limiti e con salari decisi
unilateralmente dai capitalisti. Ma sono talmente terrorizzati dalla
precarietà e dalla paura di finire nell'abisso della fame e
dell'emarginazione che sono costretti ad accettare qualsiasi ricatto.

Un terzo dell'umanità è armata fino ai denti per difendere i suoi livelli
di vita e di consumo conro l'esercito dei migranti che premono ai confini
della società occidentale.
Io penso che dobbiamo ritirarci ed evitare ogni scontro, ogni conflitto che
sarebbe oggi inevitabilmente perdente. Dobbiamo creare una sfera autonoma e
sicura per quella piccola minoranza della popolazione del mondo che vuole
salvare l'eredità della civilità umanista e le potenzialità dell'Intelletto
generale, che sono in serio pericolo di una militarizzazione definitiva.

  Dobbiamo preparaci a una lunga fase di barbarizzazione e di violenza. Nel
primo decennio del secolo siamo entrati in un'era che assomiglia a quela
che in Europa chiamiamo Medio Evo. Mentre il territorio era devastato da
invasioni e l'eredità delle civiltà antiche era distrutta, gruppi di monaci
salvarono la memoria del passato e soprattutto i semi di un possibile futuro.

Noi non possiamo sapere se l'epoca barbarica durerà per decenni o per
secoli, nè possiamo dire se l'ambiente fisico e psichico del pianeta
sopravviverò all'attuale devastazione criminal-capitalista. Ma sappiamo di
sicuro che non abbiamo né le armi per affrontare i distruttori, e dunque
dobbiamo salvare noi stessi e la possibilità di un futuro umano.

l'imprevedibile

Questa è la strategia che io propongo. Ma una sola strategia non è
sufficiente quando le cose sono caratterizzate da un indeterminismo
profondo e le prospettive sono così imprevedibili come nel momento attuale.
Non possiamo al momento dire quali conseguenze produrrà la fine
dell'egemonia americana, nè quali sviluppi avrà la guerra che si svolge dal
Pakistan alla striscia di Gaza. E non possiamo immaginare quali effetti
produrrà la guerra civile a bassa intensità che si sta combattendo in
Europa per motivi etnici, né quali conseguenze produrrà la recessione che
corrode l'economia e la sopravvivenza dei lavoratori occidentali. Per
ilmomento abbiamo assistito ad un'evoluzione razzista e fascista della
cultura operaia in Europa, ma domani chi lo sa.

Bene, io penso che mentre ci ritiriamo nei nostri monasteri non dovremmo
dimenticare di prepararci per un improvviso rovesciamento delle prospettive.

Dobbiamo essere pronti alla prospettiva di un lungo periodo di sottrazione
monastica, ma anche alla prospettiva di un improvviso rovesciamento del
panorama politico globale.

Provate a immaginarvi la rivolta degli operai cinesi contro il capitalismo
nazional-socialista, o l'esplosione di una aperta guerra razziale in
Europa, il collasso del sistema militare ameircano incapace di far fronte a
una nuova ondata di terrorismo. Provate a immaginare il collasso
apocalittico degli eco-sisteni di zone nevraligche del mondo.

Questi scenari sono perfettamente realistici nel prossimo futuro e
potrebbero provocare un mutamento radicale dell'ateggiamento politico della
maggioranza della popolazione mondiale. Dobbiamo essere preparati a questo,
dobbiamo preparare la narrazione per un simile rovesciamento, e soprattutto
dobbiamo creare l'esempio vivente di un altro stile di vita che non sia
basato sul consumismo e sull'ossessione della crescita e sulla nevrosi
della competizione.



Il nostro compito centrale nel prossimo futuro è la ridefinizione dell'idea
stessa di benessere, di ricchezza e di felicità. Il nostro compito è la
creazione di monasteri in cui si sperimenti il benessere frugale. Critica
della naturalizzazione del paradigma della crescita, elaborazione culturale
di un nuovo paradigma basato sull'abbandono dell'ossessione della crescita,
finalizzato alla frugaità, alla produzione ad alta intensità di sapere,
alla solidarietà, e alla pigrizia, e al rifiuto della competizione.



Il capitalismo ha identificato il benessere e l'accumulazione, la felicità
e il consumismo la ricchezza e lo spreco delle risorse naturali e psichiche.

Dobbiamo diventare l'esempio vivente di uno stile di vita in cui il
benessere sia unita alla frugalità, la felicità alla generosità, e la
produzione sia unita con la pigrizia e il dolce far niente.

La riccezza non ha nulla a che fare con il consumo compulsivo e con
l'accumulazione ossessiva.

La ricchezza è il piacere di essere, e il godimento del tempo.
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09/06/2008

nucleare...

Spero che berlusconi non sia afflitto dalla sindrome di nimbi, quella che sempre citano per dare contro ai verdi e a chi si oppone agli scempi quotidiani dell'ambiente...spero che la prossima centrale nucleare la costruiscano ad Arcore o in alternativa in sardegna, vicino alla sua mega villa, dotata di rifugio antinucleare!

E' l'unico commento che mi viene...

Bisogna essere cretini per pensare che il nucleare sia la soluzione dei nostri problemi enrgetici, del resto gli stessi pensano anche che gli ogm sfameranno il mondo! E che una guerra infinita porterà la pace....


A chi ha poca memoria ricordo la lista degli incidenti nucleari nel mondo...


10 marzo 1956 - Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule di materiale fissile per la realizzazione di bombe nucleari.
27 luglio 1956 - Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.
7 ottobre 1957 -Sellafield (Gran Bretagna) (scala Ines 5). Nel complesso nucleare di Windscale in Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube radioattiva imponente. I principali materiali rilasciati sono gli isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio.
La nube attraversa l'Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.
Settembre 1957 - Kyshtym (Unione Sovietica) (scala Ines 6). In una fabbrica di armi nucleari negli Urali, una cisterna contenente scorie radioattive prende fuoco ed esplode, contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno con una nube di 20 milioni di curie. Il rilascio esterno di radioattività avviene a seguito di un malfunzionamento del sistema di refrigerazione di una vasca di immagazzinamento di prodotti di fissione ad alta attività. Vengono esposte alle radiazioni circa 270mila persone. Si stimano per le conseguenze dell’incidente oltre 100 morti.
3 gennaio 1961 – Idaho Falls (USA). A seguito di un incidente in un reattore sperimentale di Idaho Falls negli Stati Uniti, muoiono tre tecnici.
4 luglio 1961 – URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell’equipaggio.
5 dicembre 1965 – Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare americano A-4E con a bordo una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare da una portaerei statunitense vicino alle isole giapponesi Ryukyu.
5 ottobre 1966 – Detroit (USA). Il nucleo di un reattore sperimentale situato in un impianto vicino a Detroit si surriscalda a causa di un guasto al sistema di raffreddamento.
17 gennaio 1966 – Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo. I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali.
10 marzo 1968 – Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.
27 maggio 1968 – Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico.
21 agosto 1968 – Groenlandia. Un B-52 statunitense precipita in Groenlandia. Tre bombe all’idrogeno che si trovavano a bordo esplodono e 400 grammi di plutonio-239 si disperdono nell'ambiente. L’area viene successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità.
17 ottobre 1969 – San Laurent (Francia). Un errore nelle procedure adottate per la gestione del combustibile provoca una fusione parziale a un reattore nucleare raffreddato a gas.
12 aprile 1970 – Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell’Atlantico con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare.
Aprile 1973 – Isole Hawaii (USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni.
1974 – Mar Caspio. Fonti di stampa segnalano un’esplosione in un impianto atomico sovietico a Shevchenko, nel Mar Caspio.
Inverno 1974/75 – Leningrado (URSS). Una serie di incidenti viene segnalata nell’inverno tra il 1974 e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.
22 novembre 1975 – Mare Mediterraneo. Una portaerei e un incrociatore americani entrano in collisione nel Mediterraneo a causa del mare agitato. Come in altri casi non è accertata, ma probabile, la fuoriuscita di materiale nucleare in seguito all’incidente.
7 dicembre 1975 – Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito nell’impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.
28 marzo 1979 - Three Mile Island (Harrisburgh, Usa) (scala Ines 5). Il surriscaldamento di un reattore, a seguito della rottura di una pompa nell’impianto di raffreddamento, provoca la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15mila terabequerel (TBq). Vengono evacuate 3.500 persone.
7 agosto 1979 – Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.
Agosto 1979 – Erwin (USA). Oltre 1.000 persone vengono contaminate a seguito di una fuga radioattiva in un centro di ricerca nucleare, fino ad allora rimasto segreto, a Erwin, negli Stati Uniti.
Marzo 1981 – Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.
Novembre 1983 – Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d’Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.
10 agosto 1985 – URSS. Un'esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni.
6 gennaio 1986 – Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.
26 aprile 1986 - Cernobyl (Ucraina) (scala Ines 7). L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provoca la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo, che sotto forma di una nube pari a un miliardo di miliardi di Bequerel si disperde nell'aria. Centinaia di migliaia di persone, soprattutto nella vicina Bielorussia, sono costrette a lasciare i territori contaminati. L'intera Europa viene esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumenta il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono ancora oggi dati ufficiali
e definitivi sui decessi ricollegabili alla tragedia.
6 ottobre 1986 – Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda nell’Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.
Febbraio 1991 – Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva
24 marzo 1992 – San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell’impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.
Novembre 1992 – Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell’impianto vengono accusati l’anno successivo di non aver approntato le misure di sicurezza previste.
13 febbraio 1993 – Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell'impianto di riprocessamento di Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita viene superata di oltre tre volte.
17 febbraio 1993 - Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.
Aprile 1993 – Siberia (Russia). Un incendio nel complesso chimico di Tomsk-7 colpisce un serbatoio di uranio. Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.
23 marzo 1994 – Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.
28 giugno 1994 – Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk. Settembre 1995 – Kola (Mare di Barents). L'energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all'intervento del comandante della base.
Novembre 1995 – Cernobyl (Ucraina) (scala Ines 3). Un'avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Cernobyl causa un incidente nel quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.
8 dicembre 1995 – Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.
Febbraio 1996 – Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.
Marzo 1997 – Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore nucleare nell'impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.
Giugno 1997 – Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull'orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell’esperimento.
Luglio 1997 – La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell'acqua scaricata nella Manica dall'impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si dimette.
Settembre 1997 – Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.
1 maggio 1998 – Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall'Europa dell'Est.
30 settembre 1999 - Tokaimura (Giappone) (scala Ines 4). Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attiva una reazione a catena incontrollata. Viene accertato che si tratta di un errore umano: due operai hanno trattato materiali radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone muoiono all'istante, mentre altre 439, di cui 119 in modo grave, vengono esposte alle radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati 320mila abitanti della zona.
4 ottobre 1999 – Wolsong (Corea del Sud). Una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione della Centrale di Wolsong causa l’esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l'impianto.
5 ottobre 1999 – Centrale di Loviisa (Finlandia). Viene segnalata una perdita di idrogeno nell'impianto di Loviisa, sulla costa Finlandese. Secondo i tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite. La situazione, secondo gli addetti, è rimasta comunque sotto controllo.
8 ottobre 1999 - Rokkasho (Giappone). Una piccola quantità di materiale radioattivo fuoriesce da un deposito di scorie a Rokkasho, nella prefettura giapponese di Aomori. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.
20 ottobre 1999 – Superphenix (Francia). Un incidente tecnico ritarda lo smantellamento del reattore a neutroni rapidi Superphenix di Creys-Malville (Isere), nel Sud-Ovest della Francia. Nell'operazione di scarico del reattore un inconveniente tecnico a una puleggia per l'estrazione delle cartucce di combustibile arresta la fase di scarico del materiale radioattivo.
18 novembre 1999 – Torness (Scozia). Un Tornado della Raf in esercitazione precipita in mare di fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di ottocento metri dall’impianto. Un grave incidente è sfiorato per un soffio.
13 dicembre 1999 – Zaporozhe (Ucraina). Il primo dei sei reattori nucleari della centrale ucraina di Zaporozhe viene fermato per il malfunzionamento dei uno dei segnalatori di eccessiva pressione.
5 gennaio 2000 – Blayais (Francia) (scala Ines 2). Una tempesta provoca un incidente alla centrale di Blayais, nella Gironda, dove due dei quattro reattori vengono fermati. L’acqua invade alcuni locali della centrale: danneggiati pompe e circuiti importanti.
27 gennaio 2000 – Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.
15 febbraio 2000 – Indian Point (USA). Una piccola quantità di vapore radioattivo fuoriesce dal reattore Indian Point 2 vicino alla cittadina di Buchanan sul fiume Hudson, località a circa 70 chilometri da New York. La perdita di gas radioattivo costringe la società che gestisce l’impianto a chiudere la centrale e a dichiarare lo stato di allerta. La perdita è di circa mezzo metro cubo di vapori radioattivi.
10 aprile 2003 – Paks (Ungheria) (scala Ines 3). L’unità numero 2 del sito nucleare di Paks (costituito da quattro reattori è l’unico in Ungheria a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di
un’esplosione nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze per l’area intorno a Paks.
17 ottobre 2003 – Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo l’abilità del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.
9 agosto 2004 – Mihama (Giappone). Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una falla provoca la fuoriuscita di vapore ad alta pressione che raggiunge i 270 gradi provoca quattro morti tra gli operai. Altri sette lavoratori vengono ricoverati in fin di vita. E’ l’incidente più tragico nella storia nucleare del Giappone. La centrale viene chiusa.
9 agosto 2004 – Shimane (Giappone). Scoppia un incendio nel settore di smaltimento delle scorie in una centrale nella prefettura di Shimane.
9 agosto 2004 – Ekushima-Daini (Giappone). L’impianto viene fermato per una perdita d’acqua dal generatore.
Aprile 2005 – Sellafield (Gran Bretagna). Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.
Maggio 2006 – Laboratori Enea di Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.
Maggio 2006 – Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.
26 luglio 2006 – Oskarshamn (Svezia) (scala Ines 2). Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.
7 ottobre 2006 – Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.
28 giugno 2007 – Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività dell’impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.
Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell'Ambiente, l'impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.
16 luglio 2007 – Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: "è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata". Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.

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21/04/2008

Non ho votato.

Dopo l'esperienza del governo prodi, ogni residua fiducia nel sistema di rappresentanza politica, mi è crollata.

Noi custodi del resto abbiamo sempre saputo che i dormienti sono purtroppo la maggioranza (non a caso gli alieni ci lasciano votare)e non è con una semplice propaganda elettorale che i dormienti possono svegliarsi!

E' necessario qualcosa di mo9lto più coinvolgente, un processo lungo e doloroso, che agisce su livelli energetici sottili, spirituali...è necessario l'incontro con la malattia o la morte o forti traumi o un percorso di ricerca della verità più  o meno graduale che richiede iniziazioni, cerimonie, assistenza spirituale di sciamani e di comunità di risvegliati!

Era inevitabile il risultato elettorale, vista la situazione mondiale e non votare era per me un atto di dignità e onestà intellettuale.

La situazione è ormai al di fuori di ogni controllo, si tratta di prepararsi al crollo di questo sistema, sperando di salvare i semi del futuro.

Votare per il PD (partito dei dormienti) o per il pdl (Partito Dell' aLieno)è praticamente la stessa cosa...il partito dei resistenti è purtroppo ininfluente e rischia di mascherare la realtà dei fatti.

Del resto già 30 anni fa, scrivevo il mio primo libro: (L'allevamento del proletario da reddito)in cui polemizzavo su certa retorica dei resistenti e rendevo chiara la situazione...quella attuale chiamata democrazia, è solo una delle forme di allevamento, ritenuta più redditizia dagli alieni.

Uno choc elettorale forse sveglierà più persone di una pseudo vittoria tappandosi il naso.

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28/12/2007

sto dando i numeri...

Sono nato il giorno del solstizio d'estate , ma ho imparato ad apprezzare anche l'inverno. Mi prendo più spazio per contemplare, sognare, meditare sul passato e sul futuro...

Ho visto più di 600 lune piene,
A 2 anni mi avevano dato per spacciato, ero praticamente morto per una grave polmonite,poi sono miracolosamente guarito.
A 6 anni ho fatto i primi sogni importanti, incontrando antenati ed entità illuminate.
Nel 68 ero un piccolo campione di scacchi.Se non chiudevano le frontiere sarei andato in Ungheria a giocare.
A 16 anni ho partecipato al campeggio antinucleare di Montalto di Castro, dove ho incontrato i pionieri dell'agricoltura bio
A 18 sono uscito di casa e ho vissuto con amici in un appartamento e ho partecipato al movimento del 77
A 19 ho fondato la mia prima comune agricola.
A 21 ho dato inizio ad una vasta occupazione di terre incolte, che ancora oggi funziona.
A 23 ho iniziato lo studio consapevole delle culture native.E a sperimentare le Cerimonie.
Nel 1992 c'è stato l'anno della rinascita indigena, gli Sciamani di tutto il mondo si sono riuniti in un solo rituale
12 anni fa ho iniziato a dare insegnamenti e a guidare la Ricerca di Visione
Nel 2000 resistenti e custodi si sono uniti dichiarando guerra agli alieni.
5 anni fa sono partito con la mia corsa attraverso l'italia con le bandiere arcobaleno.
2 anni dopo ho digiunato per un mese, in piazza a Bologna,chiedendo il ritiro dei soldati dall'iraq.
Ora coltivo orchidee e conservo sementi di antiche varietà di ortaggi.
Tra 5 anni la fine di questo mondo, secondo le previsioni dei Maya.
Buon anno nuovo!!!
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categoria: sogni, presentazioni, profezie, lotte


29/11/2007

alex zanotelli

Napoli,16 novembre 2007

 

FINANZIARIA , ARMI , POLITICA CHE VERGOGNA !

 

Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale ( la cosiddetta Cosa Rossa ) abbia votato , il 12 novembre con il Pd e tutta la destra , per finanziare i CPT , le missioni militari e il riarmo del nostro paese. Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media, Ma anche nel quasi totale silenzio del “mondo della pace “. Ero venuto a conoscenza di tutto questo poche ore prima del voto. Ho lanciato subito un appello in internet : era già troppo tardi. La “frittata “ era già fatta .Ne sono rimasto talmente male,da non avere neanche voglia di riprendere la penna.Oggi sento che devo esternare la mia delusione, la mia rabbia.Delusione profonda verso la Sinistra Critica che in piazza chiede la chiusura dei “lager per gli immigrati “, parla contro le guerre e l’ imperialismo e poi vota con la destra per rifinanziarli. E sono fior di quattrini ! Non ne troviamo per la scuola , per i servizi sociali , ma per le armi SI’ !

E tanti !! Infatti  la Difesa per il 2008  avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro : un aumento di risorse dell’11 % rispetto alla finanziaria del 2007 ,che già aveva aumentato il bilancio militare del 12 %. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 23 % !!

Ancora più grave per me è il fatto dei soldi investiti in armi pesanti.

Due esempi sono gli F35 e le fregate FREMM. Gli F35 ( i cosiddetti Joint Strike Fighter )

Sono i nuovi aerei da combattimento ( costano circa 110 milioni di Euro cadauno ).

Il sottosegretario alla Difesa Forcieri ne aveva sottoscritto , a Washington , lo scorso febbraio , il protocollo di intesa.

In Senato , alcuni  ( solo 33 ) hanno votato a favore dell’ emendamento Turigliatto contro il finanziamento degli Eurofighters, ma subito dopo hanno tutti votato a favore dell’ articolo 31 che prevede anche il finanziamento ai satelliti spia militari e le fregate da combattimento FREMM.

Per gli Eurofighters sono stati stanziati 318 milioni di Euro per il 2008, 468 per il 2009 , 918 milioni per il 2010 , 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012 !

Altrettanto è avvenuto per le fregate  FREMM e per i satelliti spia.

E’ grave che la Sinistra ,anche la Critica , abbia votato massicciamente per tutto questo, con la sola eccezione di Turigliatto e Rossi, e altri due astenuti o favorevoli.

Purtroppo il voto non è stato registrato nominativamente! Noi vogliamo sapere come ogni senatore vota !

Tutto questo è di una gravità estrema !

 Il nostro paese entra così nella grande corsa al riarmo che ci porterà dritti all’attacco all’ Iran e alla guerra atomica .

Trovo gravissimo il silenzio della stampa su tutto questo : una stampa sempre più appiattita !

Ma ancora più grave è il nostro silenzio : il mondo della pace  che dorme sonni tranquilli.

E’ questo silenzio assordante che mi fa male .

Dobbiamo reagire , protestare ,urlare!

Il nostro silenzio , il silenzio del movimento per la pace significa la morte di milioni di persone e dello stesso pianeta.

La nostra è follia collettiva , pazzia eretta a Sistema .E’ il trionfo di “O .Sistema”.

Dobbiamo riunire i nostri fili per legare il Gigante, l’ Impero del denaro.

Come cittadini attivi non violenti dobbiamo formare la nuova rete per dire No a questo Sistema di Morte e un Sì  perché vinca la Vita.

 

Alex   Zanotelli
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categoria: politica, pace, controinformazione, guerra, noglobal


24/09/2007

31 Maggio 2007
DailyKos

Adesso tocca a te
Cindy Sheehan non sarà più il "volto" del movimento Usa contro la guerra.

Cindy Sheehan


 

 


Questo sistema resiste con forza all'aiuto che gli si vuole dare, e divora le persone che tentano di aiutarlo. Io ne esco prima che consumi me o qualche altra persona che amo, nonche' il rimanente delle mie risorse. Addio, America. Non sei il paese che amo, ed ho finalmente capito che non ha importanza quanti sacrifici io faccia: nessuno di essi fara' di te il paese che desidero, a meno che tu non lo voglia. Adesso tocca a te.



Ho dovuto sopportare un bel po' di scherno e di odio da quando Casey fu ucciso, e soprattutto da quando divenni il cosiddetto "volto" del movimento statunitense contro la guerra. In special modo da quando ho reciso ogni residuo legame che mi collegava al partito democratico, sono stata ulteriormente insultata sui blog "liberali" come "Democratic Underground". I rilievi piu' miti vanno da "meretrice dell'attenzione" a "finalmente ci liberiamo di questa immondizia". Sono giunta a tali conclusioni dolorose il mattino del Memorial Day. Non e' l'esplodere di riflessioni fatte sul momento, ma cose a cui penso da circa un anno. Le conclusioni a cui sono giunta mi spezzano il cuore.

La prima conclusione e' che sono stata cara alla cosiddetta sinistra sino a che ho limitato la mia protesta a George Bush ed al partito repubblicano. Naturalmente, sono stata calunniata come marionetta del partito democratico. L'etichetta serviva a marginalizzare me ed il mio messaggio. Come era possibile che una donna avesse idee proprie o lavorasse al di fuori del sistema bipartitico? Tuttavia, quando ho cominciato a valutare i democratici con gli stessi standard che usavo per i repubblicani, il sostegno alla mia causa ha iniziato ad erodersi, e la "sinistra" ha preso ad etichettarmi con le stesse calunnie della destra.

Credo che nessuno mi abbia prestato attenzione, mentre dicevo che la questione della pace e delle persone che muoiono senza motivo non e' una faccenda di "destra/sinistra", ma di "giusto/sbagliato". Vengo considerata una radicale perche' credo che le politiche di parte vadano accantonate quanto centinaia di migliaia di persone stanno morendo per una guerra basata sulle menzogne, e sostenuta sia dai democratici sia dai repubblicani. Mi sorprende che gente che sa essere affilata e sottile come un raggio laser quando si tratta di bugie, mistificazioni ed espedienti politici provenienti da un partito altrui, rifiuti di riconoscere le stesse magagne nel proprio. La lealta' cieca ad una parte e' pericolosa da qualsiasi lato si situi. Gli altri popoli del mondo guardano a noi americani come a delle barzellette, perche' permettiamo ai nostri leader cosi' tanta attitudine sanguinaria, e se non troviamo alternative a questo corrotto sistema a due, la nostra repubblica morira' e sara' rimpiazzata da cio' in cui stiamo rapidamente scivolando senza controllo e bilanciamento: la terra devastata del corporativismo fascista.

Io vengo demonizzata perche' non guardo al partito o alla nazionalita', quando ho di fronte una persona: guardo al suo cuore. Se una persona appare, si veste, agisce e parla e vota come un repubblicano, per quale motivo dovrebbe avere sostegno, anche se si fa chiamare democratico?

Sono anche giunta alla conclusione che sto facendo quel che sto facendo perche' sono una "meretrice dell'attenzione" anziche' avere il reale bisogno di impegnarmi. Ho investito tutto quel che avevo nel tentativo di portare pace e giustizia ad un paese che non vuole saperne di entrambe le cose. Se c'e' un individuo che vuole entrambe, normalmente non fa nulla di piu' di partecipare ad una marcia di protesta o di sedere davanti al suo computer a criticare gli altri. Ho speso ogni singolo centesimo del denaro che ho avuto da un paese "grato" quando mio figlio e' stato ucciso, ed ogni centesimo che ho ricevuto per le conferenze o i libri. Ho sacrificato 29 anni di matrimonio, ed ho viaggiato per lunghi periodi stando lontana dal fratello e dalle sorelle di Casey, e la mia salute ne ha sofferto, e i conti dell'ospedale si vanno accumulando dalla scorsa estate, quando sono quasi morta.

Ho usato tutto cio' che avevo per tentare di far smettere a questo paese il massacro di esseri umani innocenti. Sono stata chiamata con gli epiteti piu' deprecabili che menti piccine potessero pensare, e sono stata minacciata di morte moltissime volte.

La piu' devastante delle conclusioni a cui sono giunta questa mattina eccola: Casey e' davvero morto per niente. Il suo prezioso sangue e' stato prosciugato in un paese lontano, lontano dalla famiglia che lo amava, e lui e' stato ucciso dal suo stesso paese, che si aggrappa e si muove secondo una macchina di guerra che arriva persino a controllare quel che pensiamo. Ho tentato di tutto, da quando e' morto, per dare significato al suo sacrificio. Casey e' morto per un paese che si preoccupa di piu' di sapere chi sara' il nuovo "Idolo Americano" che di quanta gente verra' uccisa nei prossimi mesi, mentre i democratici ed i repubblicani giocano alla politica con vite umane. E' straziante per me sapere che ho vissuto in questo sistema per cosi' tanti anni, e che Casey ha pagato il prezzo della mia lealta'. Ho mancato verso mio figlio, e questo e' cio' che mi fa piu' male. Ho anche tentato di lavorare all'interno di un movimento per la pace che spesso mette gli ego personali al di sopra della pace e della vita umana. Il tal gruppo non lavora con il tal altro, il tal tizio non verra' all'iniziativa se ci sara' la tal tizia, e si puo' sapere perche' tutta l'attenzione se la prende Cindy Sheehan? E' difficile lavorare per la pace se nello stesso momento in cui viene nominata ha alle spalle cosi' tante divisioni.

I nostri coraggiosi giovani uomini e giovani donne in Iraq sono stati abbandonati la' indefinitamente dai loro leader vigliacchi, che li muovono come pedine su una scacchiera di distruzione, e il popolo iracheno e' stato destinato alla morte ed a destini peggiori della morte da individui piu' preoccupati delle elezioni che di loro. Vedrete, in cinque o dieci o quindici anni, le nostre truppe torneranno zoppicando a casa portandosi dietro un'abietta sconfitta, e i nostri nipoti vedranno i loro genitori morire senza ragione, solo perche' i nonni hanno continuato a sostenere questo sistema corrotto. George Bush non verra' mai sottoposto all'impeachment, perche' se i democratici scavano troppo profondamente potrebbero portare alla luce un po' di scheletri dalle loro stesse tombe, ed il sistema si perpetuera' all'infinito.

Io sto per prendermi cio' che mi resta ed andare a casa. Vado a casa a fare la madre dei miei figli sopravvissuti, e a tentare di riguadagnare un po' di quel che ho perduto. Tentero' di mantenere alcune relazioni positive e buone che ho intrapreso durante il viaggio a cui sono stata forzata dalla morte di Casey, e tentero' di riparare alcune di quelle che si sono spezzate da quando mi sono impegnata totalmente in questa crociata per tentare di cambiare un paradigma che, temo, e' scolpito in un marmo immobile, inflessibile, rigido e bugiardo.

"Camp Casey" e' servito al suo scopo. E' in vendita. Qualcuno e' interessato a cinque bellissimi acri di terra a Crawford, in Texas? Prendero' in considerazione ogni offerta ragionevole. Ho sentito dire che presto anche George Bush se ne andra' da li', il che rende la proprieta' di maggior valore.

Questa e' la mia lettera di dimissioni come "volto" del movimento statunitense contro la guerra. Non e' il momento del rendiconto, perche' non smettero' mai di cercare di aiutare le persone che, nel mondo, vengono ferite dall'impero americano, ma ho finito di lavorare all'interno o all'esterno di questo sistema.

Questo sistema resiste con forza all'aiuto che gli si vuole dare, e divora le persone che tentano di aiutarlo. Io ne esco prima che consumi me o qualche altra persona che amo, nonche' il rimanente delle mie risorse. Addio, America. Non sei il paese che amo, ed ho finalmente capito che non ha importanza quanti sacrifici io faccia: nessuno di essi fara' di te il paese che desidero, a meno che tu non lo voglia. Adesso tocca a te.

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26/07/2007

CON/fine

Dicono che gli animali e le piante non riconoscono i nostri confini e che quindi le frontiere non sono naturali, sarebbero una costruzione prettamente umana ed artificiale, frutto della volontà di dominio.

Questo è solo parzialmente vero...ogni essere vivente conosce benissimo il concetto di confine e di possesso di un territorio.
E lo protegge attivamente da ogni invasione che potrebbe ridurre le possibilità di sopravvivenza.

In uno stesso ambiente convivono varie specie animali e vegetali, in parziale competizione, conquistando ognuno una nicchia, un territorio e specializzandosi nello stile di vita e nell'alimentaione ,creando comunità caratteristiche di quel luogo, efficienti e stabili.
Ogni eccesso di popolazione, ogni invasione dall'esterno,capace d'indebolire questa complessa rete di interazioni, mette in pericolo l'intero habitat.

C'è un rapporto preciso tra carnivori, erbivori,piante,funghi...che un certo ambiente può mantenere.
La complessità, la ricchezza di varietà di un sistema vivente è fonte di stabilità e sicurezza, ma non si può ignorare il senso del limite e del rispetto, la necessità di mantenere armonia e bellezza, forza e solidarietà...tutte cose che la natura sa fare.

Tutte le cose sono collegate ed ogni essere vivente è sacro. In ogni cosa c'è bellezza,magia,forza,intelligenza,amore, sia pure in proporzioni differenti.

Siamo unici e al tempo stesso uniti.

La Terra può vivere senza gli uomini, lo ha fatto per milioni di anni, ma è la Terra che ci ha generato, la Terra è nostra Madre, ci ha creato perchè necessitava di ulteriori elementi di stabilità,controllo,consapevolezza.

Non siamo semplici predatori, ma sappiamo esserlo all'occorrenza.
Possiamo essere duri, stabili,legati al passato, come pietre o flessibili, capaci di rinnovamento come l'acqua.

La mente umana può allargarsi ed estendersi come l'aria, entrando nello spirito di ogni essere vivente.
Possiamo fare previsioni e calcoli, ma anche avere sogni,visioni,intuizioni,fantasie.

Siamo stati pietre,pioggia,vento,fulmini...piante,funghi,insetti,animali...
Le nostre ossa hanno la stessa sostanza della sabbia del mare ed il nostro sangue ricorda ancora quando scorreva in rivoli dalle montagne e conserva la memoria degli antenati e quando era linfa in un albero.

Siamo quello che mangiamo, l'ambiente in cui viviamo...Tutto ci condiziona, contribuisce alla nostra vita, ma ogni cosa anche potrebbe ucciderci se non avessimo le giuste difese e la capacità di mantenere armonia ed imparare dagli errori.

Non solo il nostro spirito, lo può fare, non soloil cervello, il sangue, ma ogni singola cellula del nostro corpo.

La nostra pelle è una frontiera che ci limita, definisce , descrive,protegge, ma anche permette una grande quantità di scambi, informazioni, stimoli, gratificazioni.

Dicono che gli uomini non hanno radici, che sono liberio  di andare ovunque, di usare ogni cosa a piacimento, senza altri limiti che la capacità di predazione.
Dicono che non ci devono essere troppe regole o leggi.
Il problema è che siamo gli ultimi arrivati, siamo ancora in una fase esplorativa, come un bambino che da poco ha imparato a camminare.
Avevamo quasi capito qual'era il nostro ruolo sulla Terra quando gli alie3ni ci hanno invaso, come un virus che può distruggerci, ma che è anche capace di insegnarci come recuperare la salute.

Lo stato di salute non è assenza o distruzione di malattie, ma si può descrivere come uno stato di coscienza, capace di manifestarsi con Bellezza,Armonia, Forza,Sacralità,Intelligenza, Felicità...

La salute del singolo non è veramente separabile da quella delle sue relazioni, del suo ambiente.

Gli anticorpi sono utili, ma bisogna anche vivere bene...
Le frontiere sono utili, e spesso necessarie, ma dobbiamo anche avere buone relazioni con i n ostri simili e la Terra.

Gli atomi hanno regole e frontiere...
Le cellule hanno regole e frontiere...
Gli organi hanno regole e frontiere..
Ogni essere vivente ha regole e frontiere...
Perfino le stelle hanno regole e frontiere!

Ma sta per arrivare il giorno in cui le frontiere saranno nuovamente luoghi d'incontro e fonte di grandi stimoli e gratificazioni.
Del resto in natura i luoghi di confine sono sempre stati i più belli ed i più ricchi di vita!
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18/06/2007

lo sentite?

Riuscite a percepire questo rumore di fondo?
Fermatevi un attimo, interrompete il vostro lavoro, rallentate i pensieri abituali... uscite dai luoghi sterili che vi chiudono al mondo e ...sentirete.

Questo sibilo sordo che si avvicina ed aumenta d'intensità, è l'urlo della morte, il rantolo di un sistema che crolla, è il ronzio delle mosche sulla carne putrefatta... sentite l'odore del sangue marcio, della pelle bruciata, del vomito e degli escrementi?

Lo sentite? Riuscite a percepire questo odore?

Sentite il pianto delle madri, delle donne violate, dei bambini mutilati ed orfani?
Sentite le urla impazzite d'orrore e di rabbia? Sentite il crepitare e l'esplodere, l'avvelenare ed il bruciare?

Vedete gli occhi spenti e vuoti, il tremore delle braccia, le mascelle contratte, gli zigomi scavati e la perdita di speranza?

Lo vedete? riuscite a vederlo?

Vedete le case distrutte, gli alberi disseccati, i cadaveri ovunque? Le strade interrotte, il buio, il freddo?
Potete sentirlo?
Sentite il puzzo della guerra?dell'odio?dell'ignoranza?
Sentite sulla pelle il tocco nauseante ed oppressivo del fanatismo religioso?
Ora aprite gli occhi e svegliatevi finchè siete in tempo.

Dopo i milioni di morti delle guerre mondiali, quanti massacri sulla terra!
Filippine,Pakistan,Cina,Vietnam,Cambogia,Cile,Bolivia,Perù,Argentina,Paraguay,Uruguay,Brasile,Messico, Palestina,Israele,Libano,Congo,Ruanda,Sudafrica,Sudan,Afghanistan,Iraq, Russia, Romania,Serbia,Kossovo,Bosnia,Grecia, Spagna,Irlanda...solo per citarne qualcuno!
Ed ora ci sono armi più sofisticate e tecniche di controllo più raffinate e subdole...
L'odio ritorna a salire e la credibiltà del potere è garantita ormai solo sulle armi....credete che stia esagerando?
Siete ciechi davanti all'evidenza.
Quando decisi di correre da Bolzano a Palermo con le bandiere arcobaleno, voi non capivate perchè lo facessi...credevate che la guerra non ci sarebbe stata, o che sarebbe durata pochi giorni!
Non ne capivate cause e conseguenze.
Dopo 4 anni la situazione è peggiorata. Il conflitto tende ad allargarsi, non crederete ancora di poter starne fuori vero??
Non saranno gli 8 grandi (stronzi) a risolvere i problemi del mondo, non quelli del clima (nel 2050, dopo anni di menzogne e impegni mai rispettati saranno pochi i superstiti).
Non risolveranno il problema della fame e della povertà...visto che sono proprio loro, le politiche del wto, della Banca Mondiale e del FMI e le multinazionali ad aver creato questa situazione d'impoverimento .

Quale convivenza interetnica sarà possibile in questo clima?

Lo sentite il puzzo della guerra che si avvicina?
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categoria: guerra


20/04/2007

Tutte le cose sono collegate ed hanno pari importanza nel Cerchio della Vita.
Ogni essere ha una Medicina unica che può condividere con tutti gli altri.
Non esiste il Male assoluto, nessuno nasce con l'unico scopo di distruggerci o farci soffrire.
Anche gli Alieni dominatori, in realtà, sono solo degli insegnanti esigenti, che ci mettono alla prova.
La Consapevolezza  e l'Energia del Grande Spirito si diffonde in gradazioni infinite.
Avere una malattia grave è comunemente considerata una disgrazia, ma può essere una fortuna, se ci permette d'imparare qualcosa su di noi, se ci fa capire cosa ha tolto forza, bellezza e sacralità alla nostra vita.
Siamo sempre liberi di scegliere se affrontare la vita come vittime, dominati da paura,odio e ignoranza, oppure percorrere il nostro cammino in modo consapevole e gratificante, disponibili ad imparare da ogni cosa e capaci di apprezzare quello che la vita ci offre.
Ringrazio gli Antichi per aver saputo preservare fino ad oggi questa consapevolezza!
Anche oggi è ancora possibile trovare la propria sacra Medicina attraverso Cerimonie come la Ricerca di Visione, isolandosi nella Natura e digiunando.
Una mia amica mi ha chiesto di assisterla ed è con piacere che le ho trovato un posto speciale in cui rimanere sola per quattro giorni e quattro notti, un luogo utilizzato anche dagli Etruschi, dove nidifica il Falco e che offre riparo a cinghiali e caprioli.
Protetto dall'interferenza di umani inconsapevoli.
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09/03/2007

governo di guerra?

Franca Rame e Dario Fo

Evviva! Avremo anche noi una potente aviazione da guerra con la bellezza di 133 aerei da combattimento che abbiamo appena ordinato agli Stati Uniti. Qualche giorno fa il senatore Lorenzo Forceri, su incarico del Governo, si è appositamente recato, quasi in segreto, a Washington per firmare l'accordo. L'acquisto ci costerà molto caro, ma alcuni tecnici della coalizione governativa ci assicurano che sarà un affare. Ogni macchina da guerra volante verrà assemblata in Italia, esattamente in un grande atelièr di alta meccanica presso Novara. Ci lavoreranno circa 200 operai.

 E' importante sapere il nome con cui vengono ufficialmente chiamati questi apparecchi d'assalto: Joint Strike Fighter che, tradotto un po' all'ingrosso, significa caccia bombardiere d'attacco e immediata distruzione.

Ma scusate: Prodi e il suo apparato governativo non ci avevano assicurato che tutte le nostre missioni all'estero, a cominciare dall'Afghanistan, sarebbero state assolutamente missioni di pace e profondamente umanitarie? Io mi credevo che "immediata distruzione" significasse cancellazione totale di obiettivi militari e anche civili casualmente abitati dalle solite vittime collaterali con lancio di napalm, bombe a grappolo e fosforo bianco. "No!", sono stato subito corretto dalle dichiarazioni dei ministri della guerra Usa. Ci hanno spiegato che quelle bordate di luce accecante sono in verità luminarie per creare effetti festosi e rendere splendenti le immagini paesaggistiche della zona. Ma veniamo al dunque.

Cosa costa in realtà ogni singolo "Fighter Distructor"? Ecco la cifra: esattamente 100 milioni di euro cadauno. Ma non si concedono prototipi singoli: il contratto vale solo se si acquista lo stormo al completo. Nel nostro caso si tratta di 133 aerei. Prendere o lasciare! Così il blocco volante ci verrà a costare 13 miliardi di euro più trasporto, assemblaggio, tecnologia di ricambio, macchine robotiche e uno staff di tecnici della casa costruttrice per la manutenzione e le varianti tecnologiche, giacché il vero collaudo dei volatili meccanici dovrà svolgersi sulle nostre basi che evidentemente abbisogneranno di strutture e hangar speciali.

Alcuni tecnici da noi interpellati hanno sparato costi da capogiro. Sempre a livello di miliardi di dollari! Una cifra che da sola ci permetterebbe di risolvere d'acchito il problema della disoccupazione giovanile in Italia, aggiunto al problema delle pensioni, oppure finalmente finanziare la ricerca.
 
Il fatto curioso e nello stesso tempo sconvolgente è che nessun giornale, fra i numerosi cosiddetti indipendenti, ne abbia parlato, o almeno dato accenno, a partire da la Repubblica, il Corriere, il Messaggero etc. L'unico che ne aveva trattato largamente è il Manifesto. Ma prima di questo quotidiano, chi ha dato notizia dell'inqualificabile acquisto? Due vescovi del Piemonte che in un comunicato osservavano che l'acquistare un così gran numero di potenti aerei da combattimento, attacco e distruzione non era certo un amoroso segnale di pace e non faceva intravedere un programma consono alla costituzione italiana che "ripudia la guerra".

Per finire con i diabolici Fighter, c'è un ultima notizia, naturalmente taciuta dal nostro governo libero e giocondo, una notizia tenuta nascosta dai quotidiani governativi e d'opposizione, radio, televisioni e svelata soltanto sul sito di Pax Christi, sul Manifesto, e da alcuni movimenti pacifisti nei loro blog. I velivoli in questione sono prodotti da una nota impresa aeronautica, la Lockheed, la stessa che una trentina d'anni fa pagò nostri ministri e capi del governo della Dc, versando miliardi in tangenti, perché lo Stato italiano scegliesse di acquistare da loro speciali aerei da guerra.

Veniamo a sapere che la Lockheed in questione ha proposto l'acquisto degli stessi "Fighter-ammazza-e-fai-strage" all'Olanda. Il governo dell'Aia, come sua abitudine, di democrazia reale, ha reso nota al pubblico l'operazione e ha richiesto all'America i progetti e gli abbozzi di prototipi. Dopo averli esaminati per lungo tempo con la consulenza di ingegneri specialisti del settore, ha decretato: "Grazie, ma non se ne fa niente.
...le basi militari Usa conosciute nel mondo sono oggi oltre 850, il doppio di quelle dell'impero romano d'occidente nel momento della sua massima espansione. In Europa sono 499. In otto di questi siti europei sono custodite 480 testate nucleari (Left 26 genn). Un esercito di 150.000 uomini (civili e militari) presta servizio in queste basi.

A queste basi va aggiunto un numero imprecisato di strutture segrete - avamposti per le intercettazioni delle comunicazioni, centri di spionaggio, basi aeronavali e sommergibilistiche - spesso invisibili allo sguardo ma pienamente operative per fini sconosciuti.
Alla pagina "B-10" del rapporto Usa c'è la scheda che ci riguarda: vi si legge che il contributo annuale alla "difesa comune" versato dall'Italia agli Usa per le "spese di stazionamento" delle forze armate americane è pari a 366 milioni di dollari

postato da falconelvento alle ore 17:12 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: controinformazione, guerra


02/03/2007

Preferivo Prodi quando sembrava un prete di campagna ubriaco...ora si crede di essere un 'dittatore democratico'!!
Solidarizzo con la vendetta del signor Rossi!
Un governo ipocrita ed incapace di rispettare il programma e che non sa ascoltare la volontà dei suoi elettori, in maggioranza pacifisti  non merita di vivere.
Torna Berlusconi? e chissenefrega, la politica è la stessa ed almeno il mio fegato starebbe meglio.

Per il momento preferisco tornare alle mie orchidee, alle mie montagne sacre,e alle mie Cerimonie.
Preferisco spiare il lupo tra gli abeti e seguire il volo dell'aquila piuttosto che perdere tempo con i Dormienti.
C'è un momento per esporsi ed uno per nascondersi... i miei sogni confermano che è ora per me di starmene in disparte.
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Chi sono

Utente: falconelvento
Nome: Alberto
vivo da anni in montagna,sono contadino e muratore, sciamano e domatore di cavalli. Ho attraversato l'Italia di corsa, da Bolzano a Palermo, prima della guerra in Iraq...poi ho digiunato per un mese in piazza a Bologna, chiedendo il ritiro dei soldati. Ho scritto un libro, che puoi richiedermi, si intitola "Falco nel Vento corre!"


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